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BORGO MANTOVANO

BORGO MANTOVANO

E’ il comune più “giovane” della provincia di Mantova, istituito nel dicembre 2017. Istituito nel dicembre 2017 su disposizione della Regione che ha sancito la fusione dei comuni di Revere, Pieve di Coriano e Villa Poma nel nuovo comune di Borgo mantovano. Ubicato nel destra secchia, area mantovana dell’oltrepo, il nuovo territorio comunale ha un’estensione di 41 kmq circa e confina con i comuni di Ostiglia, Serravalle a Po, Borgofranco sul Po, Quingentole, Magnacavallo, Schivenoglia, San Giovanni del Dosso, Poggio Rusco. Il nuovo Santo patrono è San Giovanni Paolo II, che si festeggia il 22 ottobre.

DA VEDERE                                       

CHIESA DI SAN MICHELE
La chiesa parrocchiale dedicata a San Michele Arcangelo sorge al centro del paese di Villa Poma. Di origine medioevale, costruita nel 1460, ha una facciata neogotica risalente al secolo scorso, un ampio piazzale la separa dalla statale dell’Abetone e del Brennero.
Lo spazio interno, suddiviso in tre navate, ha subito un intervento importante di ristrutturazione negli anni Sessanta.

CHIESA DELLA BEATA VERGINE ANNUNZIATA
La chiesa carmelitana della Beata Vergine Annunziata fu edificata a Revere tra il 1750 e il 1775 sulla vecchia chiesa del 1472 voluta dai Carmelitani della congregazione di Mantova. La straordinaria facciata curvilinea, decisamente unica nel panorama dell’architettura sacra del XVIII secolo nel mantovano, raccoglie un sobrio catalogo di ornamenti in laterizio, cornici aggettanti, lesene, modanature, nicchie voltate e sovrastate da raffinati timpani curvilinei ed elementi plastici in pietra posti in cima alla facciata. All’interno della chiesa vi sono cinque pale d’altare di cui due, importantissime di Giuseppe Bazzani (1690-1769).


PALAZZO DUCALE
Il Palazzo Ducale Gonzaghesco di Revere trae origine da una fortificazione iniziata nel 1125 dai modenesi, fu poi conquistata dai mantovani che la terminarono dotandola di sette torri e la chiamarono Castello di Revere dal nome dell’isola. Ancor oggi di fronte al castello c’è una torre superstite che è collegata ad esso mediante un passaggio sotterraneo che la univa alla chiesa ormai distrutta di Santa Mostiola. Valorizzato e restaurato dagli austriaci, l’edificio, insieme con la torre, subì in seguito l’assedio e la conquista da parte delle truppe napoleoniche che posero l’antico palazzo sotto l’amministrazione francese fino al 1814.
 
PALAZZO PIGOZZI
Situato a Pieve di Coriano. Edificato ex novo secondo un progetto unitario, nella seconda metà del 1700 sulle proprietà del feudatario della Mensa del Vicariato di Mantova Vanini Teodoro, il complesso architettonico venne terminato l’11 maggio 1771. Si tratta di una riproposizione in chiave barocca della tradizionale “sezione Aurea” di Leon Battista Alberti. Il modulo classico rinascimentale è riconoscibile nelle dimensioni e nelle proporzioni di tutti gli interni che compongono i vari corpi di fabbrica. Palazzo Pigozzi vanta una permanente d’eccezione, ovvero una mostra “Gli arnesi della musica” con oltre 300 strumenti musicali etnici da tutto il mondo e espone con cadenza mensile antologiche di prestigio con grandi interpreti e protagonisti dell’arte moderna e contemporanea. Non per caso hanno sfilato qui capolavori di Ligabue, Maccari, Brindisi, Treccani, Borra, Manzù, Trebeschi, Borghi, Ghiacci, Toniato, Rossini, Goya, Piranesi, Pizzinato, De Chirico, Mirò, Braque e opere su tela di fine ‘800, ma anche meraviglie di Lanteri, Dolfini, Vidoni e di Colognese per tacer d’altri.

PIEVE ROMANICA
La pieve romanica di Pieve di Coriano si presenta come un tipico caso di chiesa attribuita all’attività edificatoria della contessa Matilde di Canossa, come si vorrebbe documentato da una lapide cinquecentesca posta sulla facciata. In effetti la chiesa precede l’età matildica (è attestata dal 980) e vive indipendentemente da essa, come pieve della diocesi di Reggio Emilia, legata al centro castrense di Revere, anche se posta all’interno delle terre di matilde. La chiesa ha una pianta rettangolare terminante in tre absidi a pianta semicircolare ed è priva di transetta. Lo spazio interno è diviso in tre navate, suddivise da cinque archi, di cui quella centrale ha una superficie quasi doppia rispetto a quella laterali. Tre monofore per parte illuminano l’abside centrale. La copertura è a capriate lignee. La facciata romanica a salienti è prevalentemente oepra di restauro, così come il discusso altissimo campanile romanico. La parte più antica e meglio conservata è costituita dalle tre absidi. Quella maggiore presenta archeggiature a triplice ghiera su semicolonne e una decorazione a tegole curve. Notevole è l’interno della chiesa, decorato con pregevoli affreschi, per lo più della seconda metà del Quattrocento, raffiguranti Sant’Antonio Abate, la Madonna del Latte, Santa Lucia ed altri santi.

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