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CASTIGLIONE DELLE STIVIERE

CASTIGLIONE DELLE STIVIERE
Con 23.300 abitanti, Castiglione delle Stiviere è, dopo il capoluogo, il comune più popoloso della provincia di Mantova.  Situato sui colli morenici del Lago di Garda, nell’alto Mantovano al confine con la provincia di Brescia, Castiglione delle Stiviere è nota per essere la città natale di san Luigi Gonzaga (patrono mondiale della Gioventù) e della Croce Rossa. Qui infatti maturò nello svizzero Henry Dunant – che vide e descrisse il valoroso coraggio delle donne castiglionesi, le quali per prime dopo la sanguinosa Battaglia di Solferino e San Martino del 1859 prestarono soccorso ai numerosi feriti – l’idea da cui sarebbe nata la Croce Rossa.
Il cuore pulsante della cittadina coincide architettonicamente con la centralissima Piazza San Luigi Gonzaga, intorno alla quale si possono riconoscere i luoghi più significativi della Castiglione del tempo dei Gonzaga.  Un’altra caratteristica è la ricca presenza di fontane (oltre 20) che ritmano le passeggiate di chi vista la città. 

EREMO DI SANTA MARIA DELLA ROSA
In località Ghisiola, appena fuori Castiglione, in direzione Desenzano, è un luogo di silenzio e di preghiera costruito in tre epoche succesiva, tra il XV e il XVII secolo. All’interno della chiesa una pregevole pala d’altare e due alcuni affreschi del ‘500.

MUSEO ALOISIANO
E’ un complesso edilizio dai caratteri architettonici compositi. Il nucleo originario risale al ‘500 sede dal 1608 del Collegio delle Signore, congregazione laica di donne nobili, riunite per condurre una vita di preghiera e di dedizione al prossimo nell’insegnamento e nell’educazione delle “giovinette”. All’interno del collegio, nel 1969, è stato ricavato il Museo Storico Aloisiano che custodisce opere d’arte sacra appartenute o legate alla figura di San Luigi, numerosi ritratti, mobili e cimeli. Di particolare pregio il refettorio, realizzato nella prima metà del ‘700 su progetto di Ippolito Sivieri, arricchito da un maestoso arredo ligneo, attribuito alla scuola del Ceratelli.

MUSEO INTERNAZIONALE DELLA CROCE ROSSA
Ha sede nel settecentesco palazzo Triulzi Longhi, in cui nel 1959 per iniziativa di Enzo Boletti, fu allestito il Museo Internazionale della Croce Rossa a testimonianza del fatto che cent’anni prima, proprio a Castiglione delle Stiviere, l’intelligente sensibilità di un giovane uomo d’affari ginevrino, Henry Dunant, diede vita a quello che oggi è il più importante sodalizio umanitario laico diffuso nel mondo. All’interno si possono osservare documenti, strumenti chirurgici, lettighe e attrezzature da campo.

CASTELLO
E’ il luogo in cui è nato San Luigi, il 9 marzo 1568. In questa che era la sua casa, visse fino all’età di 17 anni, seppur con molte interruzioni per i numerosi viaggi. E’ qui che soprattutto iniziò il suo cammino spirituale. La grande cinta muraria, interrotta da sette torrioni e da una torre d’accesso racchiudeva un’ampia superficie nella quale fino al 1400 trovarono sicuro ricovero gli abitanti delle borgate sottostanti. Sulla parte più alta stava la Rocca.
DUOMO
Nel 1530, divenuta Chiesa parrocchiale, fu ricostruita e ampliata e tale rimase fino al ‘700. E’ qui che San Luigi ricevette il Battesimo nel 1568 e la sua Prima Comunione dalle mani di San Carlo Borromeo nel 1580. Sotto il Principe Francesco, fratello di San Luigi, la chiesa divenne Collegiata Insigne, sede “quasi episcopalis”. L’imponente Duomo attuale è frutto del rifacimento su disegno dell’architetto Carlo Bollani coadiuvato dal milanese Gian Battista Groppi. L’opera fu realizzata tra il 1760 e il 1784. I lavori di rifinitura, invece, si protrassero nel tempo. Qui nel 1859 vennero accolti i feriti della Battaglia di Solferino e qui Henry Dunant ebbe l’idea della Croce Rossa Internazionale. In questo luogo, che accoglie la tomba di Marta Tana, madre di San Luigi, pregò anche Giovanni Paolo II durante la sua visita nel 1991.

SANTUARIO DI SAN LUIGI
Di epoca barocca, fu voluto da Francesco Gonzaga in ricordo del fratello. La basilica, che si presenta con un’armonica facciata arricchita da un protiro in marmo, fu costruita nel 1608 in occasione della beatificazione di San Luigi, su progetto di Luca Bienni di Salò, insieme all’attiguo collegio e alla piazza antistante. All’interno custodice la principale reliquia del santo: il sacro teschio, racchiuso nell’urna posta sopra l’altare maggiore. In occasione della sua visita a Castiglione nel 1991, Giovanni Paolo II si fermò in questo luogo per celebrare il santo, patrono mondiale della gioventù.

BASILICA DI SAN SEBASTIANO
L’edificio sorge all’interno delle mura del castello, sopra una collina che domina la città.
Edificata nel 1577 per volere del marchese Ferrante Gonzaga, primo marchese di Castiglione in segno di ringraziamento per essere scampato alla peste del 1576. Fu il luogo di raccoglimento prediletto di san Luigi Gonzaga, che dal 1610 al 1679 ospitò una sua reliquia.
L’edificio era destinato ad accogliere le spoglie dei signori Gonzaga. Al suo interno trovò sepoltura solo nel 1600, in quanto scomunicato, Rodolfo Gonzaga, che morì assassinato il 3 gennaio 1593 a Castel Goffredo. La madre Marta Tana ricorse al papa Gregorio XV ed ottenne la ribenedizione della salma e la sua sepoltura in terra consacrata.
L’interno, a navata unica, è destinato ad accogliere funzioni religiose della parrocchia.

CHIESA DEI CAPPUCCINI
Situata sulla sommità di una collina, la chiesa è dedicata a san Francesco e deve il suo nome ai frati Cappuccini che l’hanno gestita per circa due secoli. La sua edificazione, nel 1608, assieme all’attiguo convento, fu voluta dal terzo marchese di Castiglione Francesco Gonzaga, fratello di san Luigi. Nella chiesa è conservato un reliquiario in ebano con l’immagine miracolosa della “Madonna del noce”, scultura che rappresenta la Vergine con in braccio Gesù bambino.
Nella chiesa trovarono sepoltura alcuni membri dei Gonzaga di Castiglione: Bibiana Von Pernstein (moglie di Francesco Gonzaga), Francesco Gonzaga (terzo marchese di Castiglione), Bibiana Gonzaga (figlia di Luigi), Ferdinando I Gonzaga (figlio di Francesco), Luigi Gonzaga (figlio di Ferdinando I).

CONVENTO DELL’ANNUNCIATA
Il convento dell’Annunciata, anche detto eremo dell’Annunciata, è un edificio religioso risalente al XV secolo situato in località Annunciata al confine con Medole.
Costruito in luogo appartato, anticamente boschivo, il convento venne in passato spesso ricordato come eremo. Il complesso è costituito da tre fabbricati disposti attorno al giardino, comprendenti quattro sale a volto, il chiostro, un rustico e la piccola chiesa.
Il convento ebbe origine da una donazione fatta da Guglielmo Luchino Venturella di Castel Goffredo di un oratorio privato, con casa ed orto contigui, assegnata agli Eremitani di Sant’Agostino con breve di Papa Callisto III del 1455. Nel 1467 i lavori erano probabilmente terminati o in stato avanzato, essendosi tenuto nel convento il Capitolo Generale della Congregazione di Lombardia degli Agostiniani. Nel 1499 il vescovo Leone dell’Ordine dei Minimi Osservanti, consacrò la chiesa oggi demolita.
Durante il corso dei secoli seguenti, l’importanza del convento dell’Annunciata aumentò grazie alle munifiche donazioni della famiglia Gonzaga e dei comuni di Medole e Castel Goffredo. Dal 1467 al 1614 vi si tennero nove Capitoli Generali della Congregazione Lombarda dell’ordine agostiniano (Eremitani di Sant’Agostino).
Il 28 giugno 1543 l’Imperatore Carlo V, giunto al Castello di Medole per un incontro politico con la famiglia Gonzaga, sostò al convento donando agli agostiniani un prezioso breviario rilegato in argento.
Nel corso del Cinquecento un’altra presenza illustre è quella di San Luigi Gonzaga, molto devoto all’immagine custodita nel convento e ritenuta miracolosa: Il Beato Luigi Gonzaga molte volte essendo al secolo visitò questa Santa Immagine, ad essa riverente offriva sé stesso, come si dava vedere dalla divozione e pietà nota del Santo, narra un documento dell’epoca.
Il 12 giugno 1783, sotto il regno dell’Imperatore Giuseppe II, venne decretata la soppressione del convento. Nel 1808 i fabbricati furono venduti dal Demanio al cavaliere Giovanni Arrighi di Medole. Il 5 novembre 1885 il vescovo di Mantova Giuseppe Sarto, futuro Papa Pio X, visitò l’attuale chiesetta neoclassica e riconfermò l’autorizzazione a celebrarvi la messa, come tuttora avviene. Fino alla fine del XVIII secolo, il 25 marzo, giorno dell’Annunciazione, sulla strada antistante il convento aveva luogo un’importante fiera che richiamava gran numero di fedeli. Un editto del 1589 di Alfonso Gonzaga, marchese di Castel Goffredo, proibiva che il giorno della fiera si portassero armi nella chiesa.


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