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CALENDASCO

CALENDASCO

Calendasco, oggi centro agricolo e industriale, ha antiche origini medioevali.

In paese meritano una visita la Chiesa Parrocchiale, il suo Castello (privato, visibile solo esternamente) che assieme ai tanti altri manieri presenti in zona, segna e contraddistingue il paesaggio, l'Hospitale e Romitorio di S. Corrado.

Nei dintorni, il fiume Po offre bellissimi scorci grazie ai suoi caratteristici paesaggi.

La zona rientra nei percorsi della Via Francigena: nei pressi di Calendasco si trova il guado di Sigerico da dove è possibile l'attraversamento del Po, da parte dei pellegrini, attraverso un piccolo battello fluviale, per raggiungere la sponda lombarda.

La Via Francigena e il porto antico di Calendasco

Calendasco fa parte del percorso della Via Francigena, o Romea, in quanto l'Arcivescovo di Canterbury Sigerico attraversò qui il Po nell'anno 990 d.C., durante il suo viaggio a Roma per ricevere l'investitura dal Papa. Ma ancor più notevole è che sul territorio del Comune vi era l'antico porto romano di Piacenza. Al porto di Calendasco le imbarcazioni dovevano pagare una gabella per l'attracco o per il solo transito in direzione di Venezia o Pavia.
Importantissimo il fatto che Calendasco sia stato feudo del Vescovo Conte di Piacenza già dal 1000. Tra i maggiori monumenti del borgo, rientravano: un recetto, il castello, l'antica chiesa, il romitorio e un hospitale per pellegrini che fu anche dei Penitenti francescani e luogo del primo ritiro di San Corrado Confalonieri alla sua conversione.
La chiesa di Santa Maria Assunta, ancora nel 1600, è nominata quale plebs, cioè pieve, oltre ad essere arcipretura.

I porti sul Po nel territorio di Calendasco

Altri importanti porti e punti di attraversamento serviti da un traghetto sono segnalati sulle mappe conservate in Archivio di Stato di Parma, Piacenza e Milano.
I porti con relativo traghetto per la semplice traversata del fiume sono, oltre al già citatissimo porto di Soprarivo della Via Francigena, quello in località Masero, a meno di un chilometro dal borgo, porto chiamato del Botto.
Un altro è quello indicato come porto della Raganella di fronte alla borgata lombarda di Valloria: era questo il porto utilizzato dal monastero benedettino di Cotrebbia Vecchia. Da ultimo, vi è quello situato in direzione di Sarmato, a qualche chilometro da quello di Soprarivo, chiamato porto di Cainfango.

L'eremo-hospitale di san Corrado Confalonieri

Nel borgo di Calendasco è attestato un antico xenodochio longobardo, del quale ancora restano buone vestigia sotto all'attuale hospitio che fu dei Terziari penitenti di S. Francesco: al suo interno vi si è ritirato per alcuni decenni San Corrado Confalonieri. I penitenti, che gestivano il luogo di sosta dei pellegrini della strada romea o francigena, ebbero sempre in grande cura questo luogo, ed è proprio grazie alla Via Francigena che l'hospitio assume valore locale come tappa fondamentale. I frati penitenti del Terzo Ordine francescano erano guidati, a quei tempi, dal beato frate Aristide.

Il castello

Il maestoso castello ad una torre cilindrica che si osserva di fianco alla chiesa del borgo, conserva attualmente l'architettura di fine XIII inizio XIV secolo. Ad ingresso levatoio, con fossato, è affiancato da un più antico recetto, anch'esso ad entrata levatoia. Sulla piazza antistante a queste imponenti costruzioni si erge massiccia la fortificazione che fungeva da scuderie per i cavalli e stalla dei bovi, recentemente acquisita nell'ambito delle sue proprietà da parte dell'amministrazione comunale. Nel castro dicti loci calendaschi si conservano le due sale con caminata magna, precisamente la caminata magna inferiore e quella superiore così come testimoniano i documenti medievali. Il castello sorgerà quando l'importanza del porto sul Po, con passaggi notevoli di genti e merci, richiese protezione, guardia armata e riscossione di gabelle. La famiglia che maggiormente resse questo feudo risiedendo nel maniero sappiamo con certezza dai documenti che furono i Confalonieri. Le terre, dietro al castello, hanno adiacenze anche con i fossati sia del castello stesso che del ricetto pubblico.

L'abbazia benedettina di San Pietro a Cotrebbia

Nei pressi di Calendasco, a Cotrebbia Vecchia, si trovava nell'alto medioevo un'importante abbazia benedettina, dove si tennero eventi storici di grande rilevanza. Il toponimo Cotrebbia, sta ad indicare la sua giurisdizione territoriale: a partire dalla Trebbia. Qui sorgeva l'abbazia dedicata alla Resurrezione che, nell'anno 874 (anno della rifondazione) fu dedicata a San Pietro ed unita al monastero cittadino di San Sisto. L'abbazia di San Pietro compare nel testamento dell'ex imperatrice Angilberga (moglie di Ludovico II) dell'anno 877.
Negli anni 1155 e 1158, Cotrebbia vive il suo momento di maggiore risalto storico. L'abbazia ospita infatti nel 1155 i cardinali della Curia romana, giunti in qualità di emissari del Papa per interloquire con l'Imperatore Federico Barbarossa per dirimere importanti questioni. Nella zona si tenne la celebre Dieta di Roncaglia del 1158, nella quale l'imperatore Barbarossa concesse le Regalie ai Comuni, come affermano fior fiore di studi pubblicati.



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