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CASTELL' ARQUATO

CASTELL' ARQUATO

Castell'Arquato è un comune italiano di 4643 abitanti della provincia di Piacenza.

Strategicamente situato sulle prime alture della val d'Arda, il borgo medioevale è arroccato lungo la collina e domina il passaggio. Il borgo è costruito secondo la struttura dei borghi medioevali e non ha subito modifiche degne di nota sino agli anni '50. Nei decenni successivi le diverse amministrazioni hanno incentivato un cospicuo sviluppo urbanistico ai piedi del borgo antico, che si è esteso alle superfici agricole circostanti e a cui ha corrisposto un'iniziale spopolamento e un successivo recupero architettonico del nucleo storico originario anche grazie all'utilizzo turistico delle seconde case. Castell'Arquato ha il titolo di "città d'arte" è stata insignita della Bandiera Arancione dal Touring Club Italiano; fa parte del club de I borghi più belli d'Italia. Castell'Arquato si trova sui Colli piacentini, zona per la produzione dei vini, tra cui il Gutturnio, la Bonarda, la Barbera e l'Ortrugo, oltre al Monterosso, vino tipico del luogo.

DA VEDERE 

Castell’Arquato è un borgo d’arte di rara bellezza pervaso di atmosfere d’altri tempi. Ha basse case a schiera color mattone e vicoli stretti in acciottolato che portano alla cima del colle, dove si apre l’ampia piazza monumentale.
La parte monumentale è ricchissima. La rocca Viscontea, voluta dal comune di Piacenza ed eretta da Luchino Visconti tra 1342 e 1349, è una delle più notevoli fabbriche militari del Nord Italia. Presenta una pianta a L con la cinta minore di mura che dà sulla piazza. Oltre ai muri esterni oggi restano le quattro torri difensive, di cui solo quella orientale è integra. Su tutto il complesso domina la mole del dongione, che vale la salita per lo splendido panorama e il museo medievale che vi è allestito.
Nella piazza si resta affascinati anche dal gruppo absidale della collegiata, una delle chiese più antiche del territorio, già esistente nel 756 con funzione di pieve battesimale, ricostruita dopo il terremoto del 1117 e consacrata nel 1122. Il fonte battesimale in pietra è databile VII-VIII sec., mentre il bel portale strombato, l’architrave e la lunetta scolpita sono del XII sec. Sul lato sinistro della chiesa scorre il portico tre-quattrocentesco detto “del Paradiso” perché ospita le tombe di personaggi illustri. La parte più affascinante è comunque il gioco volumetrico delle quattro absidi contrapposto al tetto a capanna della chiesa e al campanile quadrato.

Il 1292 è l’anno di costruzione del palazzo del Podestà, sul lato nord della piazza monumentale. L’anima più antica è data dal mastio rettangolare, al quale dal quattrocento sono stati aggiunti corpi successivi, come la Loggetta dei Notari. Dà armonia alla mole della facciata la scalinata esterna, munita di parapetto nel XV sec. Particolare è la torre pentagonale, presente già nel progetto originale. Questa commistione e stratificazione di sti non toglie nulla al fascino della costruzione.
Da vedere, inoltre, nel quartiere di Monteguzzo il Torrione Farnese, eretto intorno al 1530 e rimasto incompiuto, pare, per la morte del duca Bosio II Sforza. Costruito interamente in laterizio, faceva parte del sistema difensivo del borgo con funzioni militari, anche se nel complesso ha una certa grazia che lo rende attraente e misterioso, per via dei passaggi segreti di cui si favoleggia. Passaggi segreti che dovevano condurre in aperta campagna o al palazzo del Duca, nome che prende nel seicento il palazzo di giustizia edificato nel 1292.
È dello stesso periodo la Fontana del Duca, ancora in funzione e fino al secolo scorso usata come lavatoio pubblico. Di epoca cinquecentesca è l’ospedale di Santo Spirito, che ospita il Museo Geologico. Poco distante il Museo Illica, dedicato al librettista di Puccini nato e vissuto qui. Della robusta cinta muraria innalzata nel 1342 dal duca Azzo Visconti oggi restano solo due delle quattro primitive porte d’accesso, una molto rimaneggiata nel XVII sec., l’altra – la porta di Sasso – originaria dell’epoca viscontea.
Ora non resta che perdersi nella trama dei vicoli e delle stradine che rendono così piacevole passeggiare per Castell’Arquato.
Finito questo vagabondaggio, è d’obbligo recarsi nella frazione di Vigolo Marchese per ammirare lo splendido complesso romanico con la chiesa e il battistero di San Giovanni, fatti costruire nel 1008 dal marchese Oberto d’Orta, signore della Val Nure. Le forme aggettanti del battistero a pianta circolare, il colore dorato dei laterizi e delle pietre nella quiete della campagna, sono pura poesia visiva.

Il Museo della Rocca

All'interno della Rocca Viscontea, che si innalza sulla vallata dalla sommità del paese, sono state allestite quattro stanze a tema che raccontano la vita dei borghi medievali: nella stanza multimediale, animazioni in 3D ricostruiscono la Rocca nella sua integrità, mentre un video esclusivo offre uno splendido, unico viaggio per immagini attraverso il borgo medioevale; la ricostruzione dei rapporti intrattenuti con gli altri fortilizi e castelli si trova nella stanza delle comunicazioni; le varie tecniche militari di difesa e attacco di un castello nella stanza dell'assedio;
nella stanza del libro, rimarrete affascinati dal libro parlante che racconta leggende e storie vere accadute al borgo medievale di Castell'Arquato, riportando alla memoria le vicissitudini dei suoi antichi abitanti; infine la meraviglia che si prova affacciandosi dalla cima del mastio, alto ben 47 metri, dal quale si domina la valle, volgendo tutto intorno lo sguardo sulle linee sinuose dei colli piacentini.

Il Museo della Collegiata

La sola entrata a questo Museo con il suo pacifico e ombreggiato chiostro, varrebbe la visita al borgo medievale di Castell'Arquato.
Al suo interno custodisce numerosi reperti tra cui marmi con iscrizioni medioevali, sculture e dipinti di tutte le epoche, compreso un pregevole dipinto di Gaspare Landi, illustre artista piacentino ottocentesco, e oggetti della liturgia risalenti ai secoli bui.
L'archivio storico conserva documenti in pergamena a partire dal 1120

Il Museo Luigi Illica

Pochi sanno che Luigi Illica, il librettista di Puccini, Giordano e Mascagni era Arquatese.
Il piccolo e moderno museo dedicato al drammaturgo raccoglie spartiti, manoscritti, abiti di scena, lettere di personaggi illustri contemporanei di Illica che a lui si rivolgono per complimentarsi e testimonianze di vario genere di un'epoca indimenticabile. Un'autentica emozione per gli appassionati di lirica e di drammaturgia, ma anche per chi vuole "toccare con mano" il fermento culturale dell'Italia di quegli anni : i nuovi letterati della "scapigliatura", il giornalismo d'opposizione, gli albori del verismo (cui Illica contribuisce con i significativi testi teatrali, in particolare quelli scritti in dialetto milanese) e l'ombra oscura che si profila all'orizzonte: la Prima Guerra Mondiale, cui il nostro poeta prende coraggiosamente parte.
Luigi Illica è specchio di tutto questo: nella sua storia rivive quel magico periodo di passaggio tra due epoche, viaggiando sulle splendide liriche della "Bohème" e della "Tosca".


Il Museo Geologico G. Cortesi

Il Museo, situato nell' antico Ospedale Santo Spirito, è suddiviso in tre ampie e ricche sale. In particolare nella sala più grande, vengono ospitate due balenottere fossili datate intorno ai tre milioni di anni fa; esse sono un vanto per il museo, che espone anche coralli, echinidi, denti di squalo e perfino un granchio fossile molto ben conservato. Un museo che richiama in continuazione sia appassionati di scienza sia studiosi da tutto il mondo, e che costituisce il coronamento ideale di una piacevole visita alle stazioni della Riserva Naturale Geologica del Piacenziano.

Terme Di Bacedasco

Le terme di Bacedsco si trovano all'interno di un vastissimo parco naturale nel quale si trova il più importante bosco di castagni dell'Appennino emiliano.
Il termine ''Bacedasco'' è di origine longobarda e significa ''terra delle acque''.
Già dal 1874 con le prime analisi che rivelarono la presenza di acqua sulfurea salso bromo iodica si ha la conferma delle proprietà guaritive delle terme.
Nel 1900, all'Esposizione Universale delle Acque di Parigi, le acque di Bacedasco furono considerate tra le più notevoli d'Europa.
Sono presenti 10 sorgenti e 14 polle di fango sulfureo.
Le indicazioni terapeutiche riguardano malattie reumoartropatiche, dell'apparato digerente, oro-faringeo e respiratorio, malattie della pelle, dei denti e del cavo orale, nonchè affezioni ginecologiche, cistiti e prostatiti, calcoli renali, malattie epatiche. Accanto alle terme si trova anche un prestigioso campo da golf inserito in un contesto naturalistico di notevole pregio, l'intero impianto dispone di una Club House di elevato livello funzionale e di un percorso a 18 buche tecnicamente impegnativo.
La felice ubicazione del campo, vicino al pittoresco borgo di Castell'Arquato, a 200 metri s.l.m., tra i dolci declivi collinari del preappenino emiliano, garantisce la possibilità di godere di un oasi di relax e di benessere.

A TAVOLA

Gli anolini in brodo (anvein in dialetto): mentre nel resto del Piacentino si fanno con un ripieno di stracotto, qui il ripieno è di grana padano amalgamato con pane grattato e odori. Il brodo è rigorosamente di gallina, manzo e vitello. Il patrimonio gastronomico locale non può, prescindere dai salumi: tre quelli che hanno ricevuto la Dop, ossia la coppa, la pancetta e il salame piacentino.











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