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BORGO TOSSIGNANO

BORGO TOSSIGNANO

Borgo Tossignano (102 ms.l.m) è uno dei dieci comuni che fanno parte del Nuovo Circondario Imolese, confinante con i comuni di Casalfiumanese,  Fontanelice, Imola e la provincia ravennate ( Casola Valsenia e Riolo Terme). Le sue origini sono antichissime, risalenti all’età del Ferro (IX-XIII secolo a.C.)  ed il nome deriva dal romano Castrum Thausignanum, prima fortificazione romana del primitivo insediamento.  L’attuale abitato di Borgo Tossignano si divide tra la parte nuova detta Borgo (sede comunale dal 1954), situato nel fondovalle del Santerno e Tossignano, sopraelevato su un costone roccioso di gesso, più  la frazione limitrofa di Codrignano. 

PALAZZO BARONALE Edificato attorno alla metà del Cinquecento, era in origine la residenza feudale della nobile famiglia del Duca d’Altemps. Fu colpito durante la Seconda guerra mondiale nel corso de i combattimenti tra truppe tedesche e Alleati che si fronteggiavano da una parte all’altra del fronte sulla Linea Gotica. Recentemente ristrutturato, ospita il centro visite “I Gessi e il Fiume”, dedicato alla divulgazione geologica, botanica, ecologica e faunistica della Valle del Santerno. Il centro offre un’esposizione permanente, un laboratorio didattico e una biblioteca  specializzata per attività di studio e ricerca, aperta alle visite dei gruppi scolastici. Inoltre, un giardino botanico e un percorso pedonale permettono di congiungersi ai sentieri che attraversano la Vena del Gesso. Il palazzo è contemporaneamente sede del Museo della Cultura Materiale, al fine di valorizzare gli oggetti legati alla cultura materiale della valle del Santerno. Istituito nel 1999 in seguito alla collezione donata da Valter Mita, espone  attrezzi per l’agricoltura, la filatura, la tessitura e l’artigianato, utensili  domestici e strumenti per la raccolta della ghiaia del fiume e l’estrazione del gesso, attività locale di primaria importanza.

ROCCA DI TOSSIGNANO Borgo Tossignano nasce dalle ceneri della lotta tra guelfi e ghibellini, con la distruzione inflitta dall’esercito imperiale. Fondata da alcuni esuli, sopravvissuti alla deportazione di Fontanelice, fu ricostruita dai bolognesi nel 1198 che ne  fecero il capoluogo di 40 comuni con la fortificazione della Rocca nel 1256.  Centro strategico sulla vallata sottostante, appartenne a Caterina Sforza che la fortifico’ nel 1493. Passata da Cesare Borgia all’egemonia dei Veneziani, fu  Roccaforte dei Ramazzotti, signore di Tossignano dal 1530, che la fortificò ulteriormente col baluardo delle mura che circondava il paese. Rasa al suolo nel 1538 dal Governo di Imola, fu nuovamente  ricostruita, come attestano i disegni di Giacomo Tomba  alla fine del Settecento. Durante la seconda guerra mondiale fu un punto d’osservazione nevralgico dell’esercito tedesco, assiepato sulla Linea Gotica. Quasi asfaltata dai bombardamenti, conserva ancora i massicci basamenti, il fossato e le fondamenta del  ponte levatoio.

CHIESA DI  S. GIROLAMO Edificata alla metà del XVIII secolo, è una chiesetta di forma rettangolare con navata unica. Vi fu venerata un’immagine sacra della Madonna di Tossignano, nota col nome di Madonna della Spiga, poiché la si festeggiava nel giorno della SS.Trinità. Si tratta di una tavola di scuola toscana del XV secolo, il cui dipinto è antico almeno quanto la devozione alla Vergine, che nel 1780 fu trasferita nella chiesa parrocchiale. In seguito ai bombardamenti dell’ultima guerra, il santuario venne  interamente ricostruito.

PARCO  REGIONALE DELLA VENA DEL GESSO ROMAGNOLA Si staglia tra le province di Bologna e Ravenna  l’affioramento gassoso più grande d’Europa (25 km): una spettacolare dorsale grigio-argento, che conferisce un aspetto unico al paesaggio collinare. La Vena del Gesso  deriva dalla pietra di gesso, detta anche selenite per le sua caratteristica di riflettere la luce, inclusa quella della Luna (Selene). I suoi riflessi mutano a causa delle scaglie di sale presente tra le rocce, traccia dell’antico mare pliocenico che lambiva queste terre. Lungo il crinale della Vena si tocca il punto panoramico piu’ affascinante, con il profilo dell’Appennino da un lato e la pianura bordata dall’orizzonte del mare dall’altro. L’area presenta peculiari morfologie carsiche, comprendenti doline, valle cieche e numerosissime grotte, tra cui spiccano gli “abissi”, cavità verticali di profondità record. All’interno del Parco Regionale si segnala il Castagneto di Campiuno, tra i più bassi della Romagna, caratterizzato da una moltitudine di alberi secolari e rinomato per la produzione di marroni di alta qualità, certificato dal marchio Marrone IGP di Castel del Rio. Tra le specie floreali di queste vallate si annoverano ginestre e biancospini, mentre tra gli esemplari faunistici spicca il raro e maestoso gufo reale. 

PARCO LUNGOFIUME DEL SANTERNO Inaugurato nel 1998, è un piacevole percorso pedonale e ciclabile che si estende sotto le pareti di gesso a strapiombo sul fiume. Dotato di aree attrezzate per la sosta, di un punto ristoro e aree verdi, il parco si allunga fino ai bacini di Rineggio, in località Campola, dove è stata realizzata un’oasi naturale. Tra i calanchi romagnoli si segnala l’affascinante escursione nella valle del Rio Mescola, che conduce fino alla cima di Monte Penzola (412m). Proseguendo in direzione Monte dell’Acqua si giunge ai piedi della Carrè, classica abitazione locale in posizione panoramica sulla Val Sellustra, collegabile al sentiero “Luca Ghini” che ai Ponti di Croara permette un percorso crinalesco sui calanchi.

CAMPANILE Opera monumentale conclusa nel 1843 ha resistito miracolosamente agli eventi bellici e alle avversità meteorologiche . Si eleva ad un’altezza di 46 metri, opera dell’architetto G. Brighenti. Sottoposto a diversi restauri manutentivi, l’ultimo datato 1997, ha mantenuto intatta la struttura originaria. 

 

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