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BENTIVOGLIO

BENTIVOGLIO

Nel cuore della pianura bolognese, lungo le sponde del Navile, si estende il  borgo di Bentivoglio (5495 abitanti) . Comprende le frazioni principali di San Marino, Santa Maria in Duno ( antico capoluogo) Castagnolo Minore e Saletto. Punto nevralgico dei Comuni dell’Unione Reno Galliera, nel suo territorio si trova la sede intermodale dell’Interporto, collegato con la strada trasversale di pianura. In età medievale il territorio di Bentivoglio era denominato Ponte Poledrano, per via del passaggio dei puledri sul ponte del canale Navile. Il Comune di Bentivoglio nacque in seguito al decreto regio del 1886  ed il suo nome è strettamente legato alla nobile famiglia bolognese.

CASTELLO DI BENTIVOGLIO Tra il l475 e il 1481, nel periodo piu’ gaudente della signoria bolognese, Giovanni il Bentivoglio fece erigere il suo Castello, una “Domus Jocunditatis”, (Casa della Gioia), residenza di svago e divertimento, riservato alla pesca, alla caccia con i cani e i falconi, e agli eventi mondani, come il matrimonio del 1487 tra Annibale Bentivoglio e Lucrezia d’Este, arrivati in barca sul Navile, uno da Bologna e l’altra da Ferrara. Tipica costruzione rinascimentale in pianta quadrata, con due ariosi porticati, il vasto e luminoso cortile, ampie stanze decorate, tra cui il ciclo di dieci affreschi delle Storie del Pane, attribuite alla scuola del Francia. Annessa al castello,(inglobante i resti della rocca comunale con una torre di sicurezza di 40 metri), l’antico mulino, osterie e botteghe che prosperavano lungo il corso del canale. Dopo la caduta della famiglia Bentivoglio (1506), il castello ando’ incontro a una lunga fase di decadenza, e sotto la proprietà dei Pepoli perse muri e fossati, divenendo una villa aperta a due lati, alloggio per famiglie di braccianti. Con l’acquisto della famiglia Pizzardi, inizio’ l’opera di restauro ad opera del Rubbiani (1889-1997), con la costituzione del fossato, la ricostruzione della cinta merlata a coda di rondine, l’aggiunta  del rivellino di accesso, configurando all’edificio un’impronta ottocentesca. Nel 1945, durante la ritirata delle truppe tedesche, la torre rimase gravemente danneggiata. Oggi l’edificio ospita i laboratori di ricerca dell’Istituto Ramazzini ed è sede di convegni ed eventi culturali.

PALAZZO ROSSO Si affaccia sul Navile l’eloquente Palazzo Rosso, uno dei piu’ significativi esempi di stile liberty bolognese. Edificato nel 1897 per volontà del Marchese Carlo Alberto Pizzardi come abitazione padronale, è oggi sede della Biblioteca Comunale, Sala del Consiglio Comunale e luogo di eventi culturali. Accolti all’ingresso da una decorazione pittorica di anatre in volo su un enorme campo di ireos gialli, si accede al piano nobile alla magnifica Sala dello Zodiaco, una delle migliori espressioni della Ars Aemilia, realizzate tra il 1896 e il 1897 da Augusto Sezanne. Nel soffitto e’ rappresentata l’evoluzione terrestre, le fasi lunari e un sole stilizzato; alle pareti, su tre distinti livelli, sono raffigurate le costellazioni dei segni zodiacali, mentre altri pregevoli dipinti, legati all’ambiente palustre, habitat di uccelli e pesci, sono attribuiti ad Achille Casanova.

VILLA SMERALDI A San Marino di  Bentivoglio, immerso in un parco all’inglese con pontile e laghetto ornamentale, si affaccia l’ottocentesca Villa Smeraldi. Sin dalla sua nascita è integrata in un contesto di vita contadina che comprende, oltre alla residenza padronale, la casa del fattore, la porcilaia, la ghiacciaia, la conserva, la legnaia, la casa dell’ortolano, spazi emblematici delle origini e dello sviluppo della civiltà contadina contemporanea.  Villa Smeraldi è intitolata all’ultimo proprietario, Rigoberto Smeraldi, che dal 1922 al 1942 vi si stabilì per seguire personalmente l’azienda agricola e l’allevamento di trottatori purosangue, sua grande passione. Nel 1812, l’edificio principale era composto al piano terra da un’ampia loggia d’entrata, tre vani e una cantina, mentre al piano superiore contava dieci vani. Attorno al 1873 risale la costituzione della Residenza padronale, della stalla e della casa del fattore; successivamente ampliata, raggiunse la conformazione attuale nel 1882 per volontà di Antonio Zucchini, penultimo proprietario. Dal 1973 la villa ospita le esposizioni temporanee del Museo della Civiltà Contadina e gli uffici dell’Istituzione Villa Smeraldi. Al primo piano si trova il pregevole e affrescato Salone delle Feste, utilizzato per convegni e concerti.

MUSEO DELLA CIVILTA’ CONTADINA Unico nel suo genere, il Museo della Civiltà Contadina ricostruisce le vicende nelle campagne bolognesi degli ultimi due secoli, da un punto di vista socio-economico ed antropologico. Vastissima la collezione e la raccolta di strumenti ed oggetti agricoli, opera dell’associazione di ex contadini La Stadura: si contano oltre 10000 esemplari, tra cui 5000 attrezzi, 16 grandi macchine, 15 carri ed oltre 300  immagini sacre. Alcune sezioni museali presentano i diversi cicli produttivi come la canapa, il frumento, il latte, il vino, il miele e lo zucchero, la frutta, il pomario (presente una varietà di 500 alberi da futto rara nel parco). Altre sono dedicate agli ambienti rurali come la corte colonica, il podere, la pianura dei mezzadri, delle valli e delle risaie. Il Museo è sede di frequenti esposizioni temporanee, al fine di approfondire le diverse tematiche legate all’archeologia contadina e alle tradizioni locali. Un’ulteriore spazio dedicato alla canapa e agli strumenti di produzione si puo’ trovare al Museo Giuseppe Romagnoli in località Castagnolino. 

OASI DI BENTIVOGLIO-EX RISAIA “LA RIZZA” L’ Oasi La Rizza è l’ex risaia che si estende  da Bentivoglio fino a San Pietro in Casale, un paesaggio tipicamente umido che un tempo era predominante nella pianura bolognese. Quest’area, che era una vasta palude a nord del piccolo abitato feudale, era conservata dal Marchese Pizzardi come riserva naturale di caccia e pesca. Infatti, le acque stagnanti, rinnovate dai molti canaletti e dal Navile, ospitavano varie specie quali pesci, crostacei, anfibi e rettili in quantità tale da sfamare aironi, cormorani e svassi, che nidificavano in mezzo a distese di canne palustri, giunchi e tife. Attualmente ospita una ricca e diversificata fauna, in particolare uccelli e, dopo alcuni secoli, è tornata a nidificare in queste terre la cicogna bianca. L’accesso è libero a piedi e in bicicletta lungo il percorso di visita, dall’alba al tramonto. Il tragitto incontra due capanni da cui è possibile osservare gli animali che sostano nelle zone umide.


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