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CODIGORO

CODIGORO
Codigoro è un grosso centro agricolo del basso ferrarese che ha acquistato anche importanza industriale, specialmente nel campo dei prodotti agricoli. La sua evoluzione storica è strettamente legata alle secolari vicende dell'azione di bonifica del basso ferrarese. Caput Gauri  era il nome dato al centro in epoca medievale, dal momento che sorgeva nel punto dove il ramo di Goro nasceva o si congiungeva al ramo del Volano. 
 
ABBAZIA DI POMPOSA
Appare  con il suo svettante campanile nella pianura e dischiude inaspettati tesori di arte e di storia.
L'origine dell'Abbazia risale ai secoli VI-VII, quando sorse un insediamento benedettino su quella che era l'Insula Pomposia. Dopo il Mille cominciò la stagione di maggior splendore e divenne centro monastico fiorente votato ad una vita di preghiera e lavoro.  Il monastero pomposiano accolse illustri personaggi del tempo, tra i quali è da ricordare Guido d'Arezzo.  
 
PALAZZO DEL VESCOVO
il Palazzo del Vescovo venne costruito nell'XI sec. per volere dell'Abate di Pomposa che lo utilizzò come sede dell'attività amministrativa e politica delle sue proprietà. Intorno al 1700 l'edificio fu concesso in uso ai Conti Cestari di Chioggia e nel 1732 restaurato in stile veneziano. In seguito, dopo la seconda metà dell'800, i Cestari lo donarono al Vescovo di Comacchio, da cui deriva l'attuale nome. Il palazzo è ora sede della biblioteca e fondazione "G. Bassani" dove è presente una sezione speciale dedicata allo scrittore ferrarese.
 
TORRE DELLA FINANZA
Torre della Finanza fu realizzata nei primi anni del Settecento per controllare l'accesso alla foce del Po di Volano, per riscuotere pedaggi, ma anche a scopo difensivo.
L'opera fu commissionata dal governo pontificio in una zona leggermente arretrata rispetto alle difese esistenti sino alla metà del Seicento e distrutte da una mareggiata. La torre ha un piano parzialmente interrato con murature esterne a scarpa ed in origine era inserito all'interno di un terrapieno a forma di stella. Il nome deriva dall'insediamento nella torre della Guardia di Finanza, che ne fu l'ultimo inquilino.
 
OASI DELLA GARZAIA
Alle porte di Codigoro, all'ombra dell'abbandonato Stabilimento Saccarifero e vicino all'impianto Idrovoro del Consorzio di Bonifica, sorge la Garzaia, ovvero la Città degli Aironi.
Si tratta di un'area di circa 8 ettari, divenuta, dopo il disuso dello zuccherificio, un vero e proprio boschetto di Robinie, Pioppi, Sambuchi e Pruni e dove si sono insediate indisturbate varie specie di Ardeidi. Grazie ad una torretta di avvistamento e una web-cam, è possibile studiare, osservare e monitorare gli animali, senza recare loro disturbo. All'interno dell'Aula Didattica i visitatori possono seguire, proiettati su maxischermo, tutti i momenti della vita degli uccelli, dal corteggiamento alla nidificazione, in modo ecosostenibile ed indipendentemente dal periodo in cui visitano la Garzaia.
 


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