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CASTEL GUELFO

CASTEL GUELFO

Esteso lungo la striscia di territorio a sinistra del torrente Sillaro, il comune di Castel Guelfo (4.482 abitanti) fa parte del Nuovo Circondario Imolese, compreso tra i comuni di Imola, Dozza e Castel s. Pietro a sud e Medicina a nord. Il toponimo del paese ha origine da Castrum guelfum, da Guelfo  VII di Baviera,  marito di Matilde di Canossa,  che costruì la roccaforte a difesa della rivale Medicina, poi riedificata dal comune di Bologna nel 1309. Donato dai Canossa alla Chiesa, pervenne nel 1458  ai Malvezzi che la ,resero una piccola città-stato fino all’arrivo dei francesi nel 1796. Caratteristico borgo fortificato, ha mantenuto in buona parte la struttura originale tardo-medievale. L’atmosfera storica sospesa nel tempo di Castel Guelfo è oggi affiancata dall’anima commerciale  di Castel Guelfo Outlet City, cittadella dello shopping  nella frazione di Poggio Piccolo,  tra i piu’ grandi d’Italia. Il territorio di Castel Guelfo è una delle tappe itineranti della Strada dei Vini e Sapori dei Colli d’Imola.

PALAZZO MALVEZZI-HERCOLANI Fu edificato da Virgilio Malvezzi nel 1448, quando ottenne la Signoria delle terre attorno a Bologna. Si estende al centro del castello in modo armonico con il contesto architettonico. Il rango della dimora è sottolineato dal suo arretramento sulla via che attraversa l’abitato, dalla soppressione del consueto portico e dalla compattezza del fronte lineare e qualificato soltanto dall’ampio portale ogivale e dal balconcino retto da tre mensole. Il lato sud del palazzo mostra la propria rilevanza signorile per la serie di ampie finestre a sesto acuto e l’evidente torre, a far da contraltare a quella del palazzo del Podestà. Dal portone ad arco acuto il passaggio alla corte interna è immediato, a marcare la differenza tra il popolare ambiente esterno ed il nobile cortile interno a due ordini di loggiati L’intervento di restauro ha riguardato la copertura lignea, la facciata ed il chiostro. Palazzo Malvezzi-Hdercolani è’ sede municipale dal 1985.

PALAZZO DEL PODESTA’ Oggi adibito ad abitazioni ed attività commerciali,  il Palazzo del Podestà risale probabilmente intorno alla metà del Quattrocento, vera e propria seconda residenza di prestigio delle rappresentanze e del governo locali. L’edificio cattura lo sguardo per le sue dimensioni e per la torretta sovrastante il vicino abitato. Molto scenografica la porta ad arco ogivale incorniciato da un fregio di cotto tipo bolognese. Sottoposta a diversi interventi di manutenzione, la struttura risulta ancora ben conservata nei suoi caratteri originali, soprattutto nella parte retrostante, presso la corte e la torre, sintesi e fusione di linguaggi medievali e di motivi rinascimentali.

CASSERO Il Cassero ha naturalmente subito diverse trasformazioni nell’arco del tempo. A partir del Trecento si configura come una struttura squadrata di carattere militare, divenendo due secoli piu’ tardi ancora piu’ massiccio con l’introduzione delle armi da fuoco a grossa gittata. Fino al Settecento  il Cassero rimane un estremo baluardo difensivo,  trasformandosi solo verso la fine del secolo e l’inizio dell’Ottocento in un’elegante e nobile porta cittadina priva di ponte levatoio.e porta laterale. Oggi è  la torre dell’Orologio nota come “campanazzo”.

IL BORGO-LE MURA-I TORRIONI Allo scopo di rendere più funzionale e accogliente l’abitato esterno al nucleo racchiuso dentro le mura, la signoria Malvezzi si impegno’ a realizzare una serie di interventi urbanistici con la creazione del “Borgo”. I lavori furono commissionati all’architetto bolognese Luigi Casoli, che realizzo’ la costruzione delle case e della piazza, cuore dell’attuale borgo. Con pianta triangolare e la base rivolta verso il castello, la piazza offre uno scenario suggestivo , con il vertice aperto sullo stradone ed i lati porticati.  La sagace ed efficace composizione dei vari spazi - stradone alberato rettilineo, piazza triangolare aperta, castello murato - è rimasta fino ad oggi il carattere urbanistico peculiare all’ ingresso del paese da ponente. Il percorso era orientato ad accogliere chi proveniva da Bologna, città alla quale il castello e il suo territorio erano storicamente legati a doppio filo. L’alta cinta muraria delimitava il perimetro rettangolare del castello (112 x 146 m) costeggiato dal fossato esterno, secondo una strategia difensiva  nel quale ogni elemento svolgeva una sua funzione specifica: ogni torrione comandava le mura sottostanti, ed oltre a difenderle, poteva colpire il nemico nel momento in cui venivano assaltate, e con la stessa logica il cassero dirigeva i torrioni. I quattro massicci torrioni angolari denotano una notevole solidità strutturale e una particolare forma circolare nella parte superiore, a riprova dell’originaria funzione militare.

CHIESA DEL SACRO CUORE DI GESU’ E S. GIOVANNI BATTISTA Le origini della chiesa sono frammentarie e la sua costruzione dovrebbe risalire al 1462, quattro anni dopo che si insediarono i Malvezzi, che la fecero realizzare all’interno del castello. La prima immagine della chiesa appare nel disegno del Danti (1578) dal quale si ricava un’idea abbastanza precisa del prospetto esterno: sul fronte della strada di mezzo s’innalzava un portico a quattro solide arcate con accesso tramite due scalinate. All’interno del complesso è conservato un prezioso dipinto del pittore bolognese Pietro Fancelli (1764-1850). L’opera, che raffigura i misteri del santo rosario, è stata recententemente restaurata. Tra il 1799 e il 1802 (anno dell’inaugurazione), per volontà del senatore Piriteo Malvezzi, fu progettata la nuova chiesa ad opera del famoso architetto Angelo Venturoli,  Nel 1832 si diede inizio alla costruzione del campanile, concluso solo nel 1887, rifinito nelle forme canoniche della tradizione bolognese, con base a bugnato, il corpo centrale e la cella campanaria sormontata da una guglia.

SANTURARIO DELLA MADONNA DELLA PIOPPA Il santuario della Beata Vergine venne edificato tra il 1490 e il 1500 . Il corpo quadrato del vano centrale si dilata in tre cappelle, formando  una croce greca priva del braccio sul lato di ingresso. Tale anomalia, assente nel prospetto originale, fu il frutto di un intervento apportato nel 1763, per ritrarre la facciata della chiesa e consentire di rimirare senza ostacoli la prospettiva del Borgo. Tra i secoli XVI e XVII all’interno e all’esterno delle mura, esistevano altri due oratori pubblici: uno dedicato al S.S. Sacramento detto Chiesa della Compagnia, a nord-est, oggi sottoposto a un tentativo di recupero;  l’altro intitolato al Crocifisso, (1624) demolito nei primi anni dell’unità d’Italia per consentire un secondo accesso al paese.

 

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