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GALEATA

GALEATA
 
La cittadina sorge nel cuore dell’alta Valle del Bidente su un terrazzo fluviale, al centro di una conca sovrastata dalla possente rupe.
 
Il piccolo paese, ricco di storia, accoglie il visitatore al meglio nel periodo dalla primavera all’autunno quando numerose sono le possibilità di gustare i prodotti della terra circostante. Galeata è infatti una cittadina ospitale, inserita nel gruppo delle Città Slow, le città del buon vivere, per la qualità dei suoi prodotti e la ricerca di uno stile di vita armonico.

Assai piacevole è passeggiare tra le sue botteghe nel borgo antico dalle architetture tipicamente toscane, segnato dalla presenza di caratteristici palazzi porticati che corrono lungo le due vie storiche, via Zannetti e via IV Novembre, e dal Palazzo Pretorio.

La chiesa principale del paese è la pieve di S. Pietro in Bosco, neogotica, ma risalente al medioevo, mentre la chiesa di S. Maria dei Miracoli, gioiello di architettura rinascimentale, conserva al suo interno pregevoli opere pittoriche del XVI e XVIII secolo.

In età romana, nelle vicinanze dell’odierno centro abitato, si trovava la piccola città di Mevaniola, della quale sono attualmente visitabili parte delle terme e il piccolo teatro.

Durante il Medioevo il paese 'Burgus Galiate' gravitò nella sfera dell'’importante Abbazia di S. Ellero (V secolo). Di questo periodo si segnala anche la presenza di una sontuosa villa privata ritenuta residenza del re dei Goti, Teodorico. Il paese cadde poi sotto l'influenza dei Fiorentini, rimanedovi per vari secoli. Solo nel 1923, per volontà di Mussolini, Galeata fu unito alla provincia di Forlì.

Gran parte del suo ingente patrimonio archeologico e storico è conservato nel museo civico 'Mons. D. Mambrini', nato all'inizio del '900 e recentemente riallestito nel Convento dei Padri Minori di Pianetto.
 
Tipico del territorio è lo "stridolo", un'erba che deve il suo nome al suono che producono le foglie se accostate alle labbra, festeggiata anche con una sagra paesana. Si raccoglie da aprile a ottobre ai margini delle coltivazioni e dei boschi. In cucina si utilizzano i ciuffi apicali che ben si prestano per minestre, secondi, contorni ed insalate.

Allo stridolo, specialità del luogo, è dedicata a fine aprile una speciale sagra che anima il paese con piatti tipici agli stridoli, in particolare tagliatelle e tortelli.
 
A circa 3 km dal paese, percorrendo il "sentiero delle cellette" recentemente risistemato, si giunge all'imponente Abbazia di S.Ellero, fondata nel V sec. dal Santo che qui si era ritirato a vita ascetica. Dell'antico complesso monastico, andato distrutto nel corso dei secoli, rimane oggi solo la chiesa, con facciata in pietra arenaria, di stile romanico.

Nella cripta è conservato il sarcofago alto-medievale (VIII-IX sec. d.C.) con i resti del Santo, meta di numerosi pellegrini che, soprattutto nel mese di maggio, chiedono la benedizione soprattutto per la guarigione dal "mal di testa".
 



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