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SAN FELICE sul PANARO

SAN FELICE sul PANARO
San Felice sul Panaro è un comune di 10.000 abitanti circa situato nella bassa pianura modenese a circa 35 km dal capoluogo.
Il suo nome deriva da un antico ramo del fiume Panaro.
Il paese fu feudo di Matilde di Canossa e teatro di continue contese perché era una postazione militare di confine tra Modena e Ferrara.
San Felice si identifica con la Rocca Estense che ospita il Museo archeologico Giuseppe Venturini e da vari decenni ormai anche la Biennale d’arte contemporanea Aldo Roncaglia, che si svolge nel mese di settembre, con richiamo nazionale.
A seguito degli eventi sismici del maggio 2012, il centro storico di San Felice sul Panaro risulta gravemente danneggiato. La Rocca Estense è seriamente lesionata cosi come gran parte degli edifici storici e delle chiese.

BOSCO DELLA SALICETA
In passato di proprietà della Curia di Modena, dell’Abate di Nonatola nel Medioevo, poi di diverse famiglie nobili della bassa come Molza, Pico, Padella, il Bosco della Saliceta divenne di proprietà ducale per la caccia ed essendo vicino a Villa Ferri un tempo palazzo o casino cucale del Duca di Modena. Poi venne il re d’Italia Vittorio Emanuele II per diverse battute di caccia con il conte Sacerdoti di Finale Emilia. Poi passò al Demanio Militare con il duca per esercitazioni a cavallo. Il Bosco venne utilizzato come distaccamento militare della Bassa Modenese dall’esercito tedesco nel 1940 fino alla fine della Seconda Guerra Mondiale, essendo al centro del territorio della bassa e vicino alle varie linee ferroviarie di Mirandola, Finale Emilia e San felice sul Panaro.  


MONUMENTO AI CADUTI
(Attualmente in fase di restauro)
Il monumento ai Caduti di San Felice è costituito da facciata monumentale addossata alle case retrostanti; da questa parete sporge una esedra che si allunga verso la piazza della Rocca. Nella parete di fondo dell’esedra, al centro, è affissa una lapide con il “Bollettino della Vittoria” del generale Armando Diaz, attorniata da altre lapidi che recano i nomi dei Caduti sepolti nella cripta. Pur portando i segni dell’epoca fascista anche nell’apparato decorativo -spiccano ai lati dell’esedra due aquile- e richiamando chiaramente elementi architettonici della tradizione classica, se pure rivisti, il mausoleo non è un’opera nata con la sola finalità della propaganda, ma fu voluto e costruito con l’intento di dare forma al dolore collettivo. Il calcestruzzo armato, utilizzato per dare l’impressione di un materiale lapideo, richiederebbe oggi un intervento importante di restauro, consolidamento statico e pulitura per togliere i segni del tempo, dell’umidità e dell’erosione. Il monumento di San Felice è il più grande fra quanti sono stati costruiti fuori dalle aree cimiteriali e dalle Certose monumentali. Gravemente danneggiato dal sisma 2012 è attualmente oggetto di interventi di restauro.

ROCCA ESTENSE (Attualmente chiusa)
La Rocca Estense è il principale monumento di San Felice. Caratterizzata dalla tipica pianta quadrilatera e da quattro torri angolari, fu costruita tra il 1332 ed il 1340 su ordine del marchese Obizzo III d’Este. Nel secolo successivo, fu restaurata e ulteriormente fortificata su ordine del marchese Niccolò III d’Este, che incaricò dei lavori il famoso architetto militare Bartolino da Novara. La Rocca è stata gravemente danneggiata dal terremoto del 20 maggio 2012 che ha provocato il crollo delle coperture delle torri e gravi lesioni al maschio ulteriormente aggravate dal successivo sisma del 29 maggio 2012.

TEATRO COMUNALE (Attualmente in fase di restauro)
Il Teatro comunale, in stile liberty, fu costruito nel 1907 e poi completamente trasformato nel 1924: oggetto di importanti restauri, ha ripreso la propria funzione di teatro e sala cinematografica. Il teatro ha subito seri danni in seguito ai due terremoti del 20 e del 29 maggio 2012, che lo hanno reso gravemente inagibile provocando crolli nella parte posteriore e profonde crepe ai muri portanti.

VILLA PEZZINI (Attualmente chiusa)
Nota anche come Casino Modena, è il simbolo della frazione di Rivara, gravemente danneggiata dal sisma del 2012. Al suo interno affreschi risalenti a fine Cinquecento e primi Seicento ispirati dalle 52 incisioni dell’artista olandese Hendrick Goltzius (1559-1629). Attualmente in fase di progettazione un intervento di restauro che prevede anche la ricostruzione della torre andata completamente distrutta durante il terremoto.

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