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MIRANDOLA

MIRANDOLA

Mirandola è un comune italiano di 23.612 abitanti nella parte nord della provincia di Modena. E’ il terzo comune per estensione geografica della provincia dopo il capoluogo (da cui dista circa 35 km) e Carpi.
Sei le frazioni: Gavello, Mortizzuolo, Quarantoli, San Giacomo Roncole, San Martino Spino e Tramuschio.
A partire dal 1310 fu la capitale della Signoria dei Pico (tra i quali è notissimo Giovanni Pico della Mirandola, umanista e scienziato del Quattrocento), Mirandola passò al dominio estense soltanto nel 1711. Nel corso della sua storia Mirandola fu oggetto di due celebri assedi, il primo (1510) ai tempi di papa Giulio II, il secondo sotto Giulio III, nel 1551, che costituì l’ambientazione di un romanzo del modenese Antonio Saltini.
La decadenza della cittadina è segnata anche dalla sciagura di un fulmine che nel 1714 fece esplodere la polveriera e con essa buona parte del castello che costituiva la Reggia dei Pico: l’attuale torrione, che si affaccia su Piazza Costituente al centro della città, è in gran parte una ricostruzione novecentesca, che reintegra l’originale portico seicentesco e la facciata della Galleria Nuova.
Tutto questo importante patrimonio storico-artistico è stato duramente colpito dal terremoto del 2012 che a Mirandola causò anche 4 vittime.
A distanza di sei anni, molti anche gli interventi in corso e quelli da intraprendere per riportare il paese al suo aspetto originario.
Una curiosità: la tradizionale maschera della città, Mirandolina, è protagonista della celebre opera teatrale “La locandiera” di Carlo Goldoni.  

BAITA DELLE VALLI
Il terremoto ha danneggiato il maestoso Barchessone Vecchio, a San Martino Spino, che si ergeva silenzioso e affascinante nel cuore delle Valli mirandolesi. Al suo posto ora una Baita di legno che funge da punto di riferimento per chi voglia scoprire il territorio di Mirandola.


CASTELLO DEI PICO (Attualmento chiuso)
Il castello dei Pico è situato nella parte nord-occidentale del centro storico di Mirandola. Fu una roccaforte famosa in Europa come leggendariamente inespugnabile, appartenne al casato dei Pico, che regnò su Mirandola per oltre quattro secoli (1311-1711) e che la arricchì in epoca rinascimentale con importanti opere d’arte. Il castello dei Pico, insieme al palazzo comunale, costituisce un’icona e un simbolo della città di Mirandola. Il castello era caratterizzato da un’enorme torre, che scoppiò a causa di un fulmine nel 1714.
Il terremoto del 2012 ha reso inagibile il castello.
 
CHIESA DI SAN FRANCESCO
(Attualmente in fase di recupero)
Il complesso della chiesa di San Francesco, comprensivo dell’attiguo convento e chiostro, è uno dei più antichi della città, già presente ai primordi dell’assetto urbano del XIII secolo.
Si tratta di una delle prime chiese francescane dell’Emilia, costruita pochi anni dopo la canonizzazione del Santo (1228) e sistemata nelle forme attuali nell’anno 1400. L’importanza dell’edificio è inoltre dovuta al suo ruolo di Pantheon della famiglia Pico: al suo interno si trovano le arche pensili di Galeotto (1499), di Prendiparte (1394) opera di Pier Paolo dalle Masegne, di Spinetta (1399), di Giovan Francesco I e Giulia Boiardo, i genitori di Giovanni Pico (1467). La monumentale chiesa rischiava di essere chiusa, dopo che i Francescani la lasciarono definitivamente nel 1994. Cosicché, grazie al già vescovo di Carpi, Mons. Bassano Staffieri, fu affidata in modo continuativo, nel gennaio del 1997, a Don Luciano Ferrari, sacerdote diocesano e cappellano all’Ospedale “Santa Maria Bianca”. Questi la resse, in qualità di rettore, fintantoché, vista l’età avanzata, il nuovo vescovo Mons. Elio Tinti, appena insediatosi, decise di assegnarla, dal 19 ottobre 2001, alla Congregazione dei “Missionari Servi dei Poveri” (Boccone del Povero).
Il terremoto del 20 maggio 2012 ha reso inagibile, a causa delle vistose lesioni riportate, tutto l’edificio sacro, la sagrestia, l’annesso convento vecchio e il campanile. La torre campanaria, dopo il nuovo e violento sisma del 29 maggio 2012, è crollata sulla Chiesa e sui locali circostanti, distruggendoli quasi totalmente (è rimasta in piedi solo la facciata).

DUOMO
La chiesa di Santa Maria Maggiore, meglio conosciuta come Duomo di Mirandola, ha un impianto originario tardo-gotico. Fautori della costruzione furono Giovanni e Francesco I Pico. Iniziata verso il 1440, venne continuata da Giovan Francesco I Pico e nel 1470 dai fratelli Galeotto e Anton Maria. Varie modifiche e restauri, ultimati nel 1885, comportarono la ricostruzione dell’attuale facciata in forme quattrocentesche e pseudo-rinascimentali. L’interno era a tre navate con volte a crociera costolonate e conservava pregevoli dipinti, affreschi e monumenti funebri, fra cui due preziose ancone lignee dorate opere della scuola di Paolo Bonelli e due pale d’altare di Sante Peranda. Il campanile è alto 48 metri. La parte inferiore è tardo-quattrocentesca. Nel XVII secolo fu rialzato e nel 1888-1889 fu rifatta la guglia terminale.
Il Duomo è stato gravemente danneggiato dal terremoto del 20 maggio 2012, mentre le navate e il tetto sono completamente crollati con la scossa del 29 maggio 2012. Il campanile è anch’esso pericolante: presenta molte crepe a partire dal “primo anello”, risultate ancora più evidenti dopo il lieve movimento sismico del 3 giugno 2012 che ha interessato di nuovo la medesima zona.
Attualmente in fase di recupero. I lavori dovrebbero concludersi entro la fine del 2019.

ORATORIO DELLA MADONNA DELLA PORTA
(Attualmente chiuso)
L’oratorio della Beata Vergine della Porta (comunemente chiamato la chiesa o chiesetta della Madonnina o semplicemente la Madonnina) L’edificio fu eretto nel 1602-1604 per onorare l’immagine miracolosa della Vergine dipinta sul muro presso la porta della città, la facciata neoclassica risale al 1868. Fu voluto dal principe Federico II Pico e intitolato alla Vergine per celebrare la cessazione della “burraschetta”, una breve e violenta malattia epidemica che aveva colpito la città. Nel 1868 venne collocata, sul timpano della facciata, la statua marmorea della Beata Vergine detta “della piazza” o “Madonnina” posta in precedenza sul porticato del Palazzo Comunale. La chiesetta è stata fortemente lesionata dal sisma del 2012 e successivamente messa in sicurezza per tamponare le lesioni strutturali. La statua marmorea della Beata Vergine è stata rimossa dai Vigili del fuoco.

ORATORIO DEL SANTISSIMO SACRAMENTO
(Attualmente chiuso)
L’ex oratorio del Santissimo Sacramento è un edificio sconsacrato risalente agli inizi del XVII secolo e realizzato in stile barocco durante il principato di Alessandro I Pico. Prima del terremoto del 2012 veniva utilizzato come sala culturale polivalente per mostre d’arte e di benificenza. L’interno è decorato in stile tardo barocco, con diversi altari in scagliola.

PALAZZO COMUNALE
(Attualmente in fase di recupero)
Il Palazzo comunale è un edificio quattrocentesco (del 1468), al quale venne aggiunta la parte retrostante nel 1748. L’elegante loggiato della facciata, radicalmente ristrutturato tra la metà del XIX e l’inizio del XX secolo, poggia su colonne in marmo rosa. Alcune di esse riportano incise le unità di misura anticamente in uso nel Ducato di Mirandola. All’interno da segnalare la Sala Granda che si estende per tutta l’area del loggiato e che presenta un interessante soffitto in legno a cassettoni. All’interno del Palazzo sono collocati alcuni dipinti fra cui i ritratti dei Pico e altri quadri pregevoli, tra i quali un’Adorazione dei Magi già attribuita a Palma il Giovane. Il palazzo comunale è stato gravemente danneggiato dal sisma del 2012: il loggiato nord si è distaccato dal corpo di fabbrica principale, sono avvenuti numerosi crolli interni dei solai, con danni alle strutture portanti e al portico nord, oltre a spanciamenti laterali delle murature.

PALAZZO PORTOVECCHIO
Luogo militare dei Pico, poi divenne del Duca di Modena per allevamento dei cavalli, con distaccamento di soldati per esercitazioni. Negli anni 1930 vi fu l’inserimento del Genio Pontieri e di reparti dell’Accademia Militare di Modena, infine del’Aeronautica Militare come distaccamento della Caserma Setti di Modena del 14° Deposito parti aeree di aeroplani e mezzi della aeronautica, e anche come centro meteorologico della bassa Padana, definito come Centro aeronautico Meteorologico Militare della bassa padana.

TEATRO NUOVO
Il Teatro Nuovo fu inaugurato il 16 settembre 1905 e prese il posto dell’antico teatro Greco-Corbelli (realizzato nel 1791 all’interno del castello dei Pico). Il teatro dispone di una sala a ferro di cavallo con tre ordini di palchi e loggione a galleria. Anche il teatro è stato duramente colpito dal sisma del 2012.

TECNOPOLO
Grazie ai fondi per la ricostruzione del terremoto, nel 2015 è stato inaugurato all’interno del nuovo polo scolastico di Mirandola il Technology Park for Medicine (TPM), un parco scientifico-tecnologico per la ricerca su tossicologia, proteomica, microscopia applicata, biologia cellulare e materiali, sensori e sistemi. Per l’importante polo medicale presente sul territorio è stato istituito il Museo del Biomedicale all’interno del Castello Pico.



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