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MARANO SUL PANARO

MARANO SUL PANARO
Marano è un comune di 5.000 abitanti circa situato sulla riva sinistra del Panaro, a circa 25 km da Modena. Al viaggiatore proveniente dalla vicina Vignola (5 km) il paese rivela subito la sua funzione storica di sentinella, posta a vigilare un passaggio obbligato tra fiume e borgo.
Anticamente chiamato Marano di Campiglio, per distinguerlo da Marano degli Araldici (l’attuale Maranello), il paese è citato per la prima volta in un documento dell’887 con il nome di Castiglione (o Verdeta) e le fonti parlano di un Vico Feroniano, contrapposto ad un Vico Sabiniano (Savignano sul Panaro), dedicato a Feronia, dea delle acque e delle selve.
Otto le frazioni: Cà Bonettini, Cà Rossa, Casona, Denzano, Festà, Ospitaletto, Rodiano, Villabianca.

CHIESA DI SAN LORENZO
Sulla facciata, completata nel 1913 e restaurata nel 1963, si aprono due nicchie con le statue di S. Lorenzo e S. Rocco, patroni delle chiese preesistenti, andate distrutte. Qui è venerata un’immagine della Madonna delle Grazie o del Trebbo, (affresco del XV sec.) la cui presenza documentata fin dal 1643. In un fondo impreziosito dalla presenza di un tessuto bordato da lettere arabe e decorato da astri finemente miniati, spicca la figura della Vergine nell’atto di offrire una rosa al Bambino. La Madonna è colta nella sua dimensione regale, cui conferisce elegante dignità l’ampiezza delle vesti dal sinuoso e ricco panneggio. La rosa, regina tra i fiori, simbolo denso di significati nella cultura gotico-cortese, segna qui la bellezza gentile e perfetta riservata alla Madre del Dio fatto uomo. La qualità dell’affresco permette attribuzioni, in corso di studio, a grandi maestri del tardo gotico di ambito estense. Il Cristo Nero (metà del sec.XV): nel maggio 1797 il prevosto di Marano, in occasione delle soppressioni degli ordini religiosi, acquistò un crocefisso in legno d’ulivo proveniente dalla Chiesa degli Scalzi di Modena. A tale crocefisso il popolo di Marano, per la secolare patina scura che lo ricopriva, attribuì ben presto il nome di ”Cristo Nero”, facendolo oggetto di particolare venerazione. Ogni sette anni si celebra una grande festa in onore di questa immagine che è ritenuta miracolosa. Un recente restauro ha portato alla luce la laccatura originale della scultura e ne permette oggi la lettura in tutta la sua straordinaria forza drammatica. Presso la stessa chiesa, in sagrestia, il dipinto di S. Lorenzo di Adeonato Malatesta che è lo stendardo processionale della parrocchia ed una ricchissima dotazione di arredi sacri e paramenti. Tra questi, di eccezionale bellezza è un parato in terzo in seta ricamata del primo Settecento. Il campanile a base quadrata fu eretto nel 1810; recentemente restaurata nella stabilità del sistema portante della parte sommitale del cono di copertura, costituito da una volta a crociera in muratura di mattoni con sovrastante cono di copertura rivestito in rame.


BORGO DI FESTA’
Vi si giunge dal fondovalle, per ripidi tornanti. La sua posizione, quasi a picco sulla valle del Panaro, ne fece la sede di un’importante roccaforte in età medioevale. Oggi rimangono parte delle mura ed una torre, alta una ventina di metri, adibita a campanile. La chiesa, che occupa il luogo dell’antico castello è dedicata alla Natività della Vergine. Di stile neoclassico è composta da una navata centrale e da una sola navata laterale, nel coro un bellissimo dipinto “Natività di Maria” di un pittore modenese di scuola neoclassica. L’altare maggiore in scagliola è del 1778. Aggrappato al colle, sotto la chiesa, un complesso di edifici in pietra chiamato Casa Rastelli: le cornici delle finestre sono in cotto, il portico-fienile ha colonne in sasso ed orditura in legno scolpito. La primitiva funzione di casa-torre è attestata dalla pianta quadrata della colombaia.  
 
MUSEO CIVICO
Il Museo Civico di Ecologia e Storia Naturale, ospita numerose collezioni generali, di interesse storico, in particolare zoologiche, ma anche geopaleontologiche, botaniche, micologiche e lichenologiche. Le sale espositive, suddivise con criterio didattico, presentano attraverso vetrine e diorami i principali aspetti ecologici e naturalistici degli ambienti del territorio: zone umide, praterie, ambienti ipogei, ambienti forestali e rocciosi.

PIAZZA MATTEOTTI
I lavori di ristrutturazione della Piazza, terminati nel 1990, hanno compreso il rifacimento della pavimentazione, il recupero delle facciate prospicienti e la sua pedonalizzazione. L’ambito della Piazza è delimitato dalla cortina degli edifici ad essa prospicienti, fra i quali la Chiesa parrocchiale e l’antico Mulino Montecuccoli, che costituiscono le due emergenze architettoniche che maggiormente strutturano lo spazio e rivestono il ruolo di simboli della memoria storica del luogo

Due elementi a forte connotazione simbolica e monumentale sono stati evidenziati da questo progetto di riqualificazione della Piazza di Merano: l’acqua ed il verde. Il primo, correlato alla presenza del Canale Montecuccoli che scorre al di sotto del vecchio mulino, e rappresentato da un ”segno d’acqua” che uscendo dal portico attraversa longitudinalmente la piazza e confluisce nella “Grama” (la famosa Fonte di Marano), riproponendo così anche all’esterno dell’edificio le ricche suggestioni visive e sonore percepibili all’interno. Il secondo elemento è rappresentato da un unico grande albero collocato al centro della piazza, che assume in questo contesto costruito un evidente carattere monumentale e vuole simboleggiare il forte legame fra ambiente naturale ed ambiente antropizzato.

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