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MONTECCHIO EMILIA

MONTECCHIO EMILIA

Centro strategico di notevole importanza sulla direttrice sud-nord della Val d'Enza, già prima della conquista romana, come attestano i ritrovamenti di reperti pre-protostorici. Il comune conta circa 10.662 abitanti. 

MUSEO DEL PARMIGIANO REGGIANO, DELLA CIVILTA' CONTADINA E DELLA VAL D'ENZA

Nel contesto di una originale casa colonica, le testimonianze della vita di una famiglia patriarcale contadina del tempo ricostruiscono gli ambienti rurali dalla cucina alla camera da letto, la stalla, il fienile, le stanze per la lavorazione dei formaggi e le cantine creano un suggestivo contorno al museo etnologico che si è voluto costituire per esporre tutti quegli oggetti che fanno parte della tradizione contadina delle nostre terre.
A completamento del percorso didattico-museale, è possibile ammirare il vecchio casello e l’esposizione dei carri, che raccoglie una collezione di quasi 40 pezzi utilizzati fra la fine dell’800 e la metà del ‘900 per i lavori dei campi e per la vita sociale di campagna.Nelle vicinanze del museo è possibile visitare due caselli storici per la lavorazione del formaggio, uno settecentesco al fuoco vivo di legna ed uno più recente a vapore.

IL MUSEO DI MONTECCHIO

Il primitivo nucleo fortificato, sorto con ogni probabilità in epoca matildica, risulta tra i possedimenti di una famiglia locale: i da Montecchio. Sono questi ultimi a sfruttare l’importanza strategica del luogo attraverso la costruzione, nella prima metà del Duecento, di un fortilizio ben munito. 
La sottomissione ai da Montecchio viene interrotta nel 1348 da Luchino Visconti. L’avvicendarsi di signorie su Montecchio continua per tutto il XV secolo.  Uguccione Contrari, grazie alla complicità degli abitanti, occupa il maniero di Montecchio e si proclama suo signore. Durante il dominio della sua famiglia, che si svolge nella prima metà del secolo, nella rocca vengono realizzati importanti lavori di potenziamento delle strutture difensive e di sistemazione delle fosse.  Nel 1638, il Duca Francesco I d’Este cede il castello al principe Luigi, appartenente alla stessa famiglia. Quando, nel 1713, muore Cesare Ignazio d’Este, Montecchio passa alla Camera Ducale.  Attualmente la torre  è visibile per ¾ della sua circonferenza esterna. Ancora osservabili sono inoltre tratti delle mura di cinta con le basi dei tre torrioni perimetrali e residui della fossa. Il circuito delle mura urbane, era costituito da un muro con scarpa, dotato di torri quadrangolari agli angoli e rompitratta lungo i lati. Vi si aprivano due accessi, la “porta Vecchia” a settentrione, e la “porta Nuova”, sita all’inizio della Via Veneto verso sud. La copertura del cortile d’armi interno va invece collocata nel 1947. 

PIEVE DI SAN DONNINO

La Chiesa Plebana di S.Donnino di stile barocco, si trova in via Franchini, a nord del castello, a 200 metri dalla piazza. E' la più antica del paese, la sua fondazione risale ai primi secoli dell'evangelizzazione del territorio padano. La chiesa è dedicata al diacono Rainaldo della Pieve di San Donnino.
La chiesa, con la diocesi, si trova nel 1233 nei territori di Parma col titolo di "Plebis di Monticulo".  
La facciata presenta caratteri stilistici settecenteschi. L'interno, con volta a vela, è scandito da quattro pilastri portanti rettangolari. La cappella del Santissimo Sacramento fu dipinta da Augusto Mussini, nel 1903. Il campanile si erge nello stesso punto previsto dal primitivo impianto della Pieve, fu terminato nel 1948. La Chiesa ha accolto recentemente un quadro del '400, dopo un lungo e scrupoloso restauro della restauratrice sanpolese Elisabetta Margini.

IL CASTELLO


Il suo impianto originario è ascrivibile almeno al secolo XI, come si può dedurre da un documento autografo, datato 1114, della Contessa Matilde di Canossa. La sua posizione strategica, nel medio corso della valle dell'Enza, gli ha attribuito un ruolo di avvistamento e di primo baluardo nel contesto del sistema difensivo preappenninico, posto in atto dai Canossa. Nel secolo XIII fu oggetto di aspre contese tra Vescovi e il Comune di Parma. Fu più volte assediato ed espugnato, prima da Azzo d'Este (1296), poi da Gilberto da Correggio. Fu quindi soggetto al dominio dei Visconti; subì il dominio di Alberigo da Barbiano (1392-1402), di Ottobono Terzi (1403-1409) e di Muzio Attendolo Sforza (1411-1420). Nel 1246 ritornò agli Estensi che, dal secolo successivo vi costituirono un loro feudo privilegiato. Dal 1482 al 1486 fu occupato da Guido Torelli che fortificò la Rocca. Montecchio, elevato a marchesato nel 1562, seguì poi le sorti del Ducato Estense, salvo brevi periodi fino alla fine del 1700 (avvento della repubblica reggiana) e poi fino alla Costituzione del Regno d'Italia.
L'attuale struttura del castello risale al tardo medioevo. L'edificazione proseguì con successivi interventi fino al XVI secolo per volere degli Estensi e in partcolare del principe Luigi D'Este. che qui ebbe residenza dal 1638.
Il castello fu a lungo occupato dai Vicedomini che rivestirono funzioni vicarie prima dei Vescovi di Parma e poi degli estensi. Dopo la morte del Duca Alfonso II (1598), Montecchio diede continuità alla casata estense attraverso il ramo cadetto degli "Estensi da Montecchio".

Il Castello di Montecchio Emilia aveva un primo fossato di difesa e le Fosse della Rocchetta correvano tutt'intorno al perimetro della Rocca. Furono chiuse nel 1649 su ordine del principe Luigi d'Este. Entrando dal portone principale si accede al "Cortile della Rocchetta": in origine a cielo aperto, venne coperto e adibito ad ambiente per attività sociali nel dopoguerra. Una scala, ora riaperta, lo collega ai sotterranei. Tra le sale al piano terra, si segnala la sala del Bargello. Nel XVII sec. questa sala unitamente ai locali soprastanti, era a disposizione del bargello, il comandante delle guardie. Successivamente fu utilizzata dal principe Luigi d'Este. La sala conservava un artistico camino (ora depositato ai Civici Musei (Reggio Emilia) riportante lo stemma dei Visconti. 





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