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PREDAPPIO

PREDAPPIO

Predappio è un comune di 6 277 abitanti della provincia di Forlì-Cesena.

Il paese è situato nella valle del fiume Rabbi, cuore dell'Appennino romagnolo, in una zona collinare circondata da pregiati vigneti, a circa 30 km dal Parco delle Foreste Casentinesi.
 
PERCHE' VISITARLA
Di origini probabilmente romane, anticamente era un piccolo paese posto sulle colline, cresciuto attorno al castello medioevale. La sua storia recente è fortemente segnata dalla figura di Benito Mussolini che si adoperò tra gli anni ‘20 e ’40 del Novecento per dare lustro al borgo natale chiamando all'opera i maggiori architetti dell’epoca. Oggi Predappio si presenta come un vero e proprio Museo Urbano che conserva un’originale testimonianza degli stili urbanistici e architettonici del Ventennio.
 
COSA VEDERE
Visitare Predappio attraverso il percorso del Museo Urbano, permette di comprendere appieno il valore del suo patrimonio storico-artistico e culturale.

Il vero e proprio "museo all'aperto" è una guida alle testimonianze più significative dell'architettura del periodo fascista, giunte a noi pressochè inalterate attraverso un itinerario segnalato da pannelli e percorribile tutto l'anno.

Tra gli edifici più rappresentativi si segnalano la Ex Casa del Fascio e dell'Ospitalità, costruita tra il '34 e il '37 su progetto dell'Architetto Arnaldo Fuzzi, edificio di formidabile effetto nelle sue dimensione e nel contrasto dei colori rosso e bianco, e Palazzo Varano, per circa venti anni dimora dei Mussolini, attuale sede comunale.

Di antiche origini, situato in posizione sopraelevata e dominante rispetto al paese, il Palazzo fu ricostruito tra il '26 e il '27 su progetto del Genio Civile di Forlì ed in seguito ampiamente trasformato dall'Arch. Florestano Di Fausto che ne modificò l'aspetto di rude fortilizio in quello più consono di villa comunale. Interessante è l'imponente scalinata di accesso e la torre dell'orologio, elemento di principale caratterizzazione dell'edificio.

Degno di nota è poi il Cimitero Monumentale risistemato nel 1939, su progetto dell'Arch. Di Fausto. Ispirato allo stile romanico, ingloba in un angolo la Chiesa di S. Cassiano in Pennino, risalente all'XI sec. mentre ospita sugli altri due angoli opposti del portico, l’ingresso e la cappella con la tomba della famiglia Mussolini.
 
COSA MANGIARE
A Predappio campeggia la cucina romagnola con primi a base di sfoglia, semplice e ripiena, passatelli, e secondi  piatti di carne. Rinomati i salumi e i formaggi, fra cui il raviggiolo e il pecorino stagionato nelle grotte dell’ex solfatara di Predappio Alta. Non mancano poi la classica  piadina e il crescione, focaccia ripiena di zucca, patate, spinaci o cavoli.

Per conoscere i vari prodotti e le ricchezze artistiche e naturalistiche di questa terra, suggeriamo infine al visitatore un itinerario lungo la Strada dei Vini e dei Sapori.
 
SVAGO 
Allontanandosi di pochi chilometri dal paese, in direzione Premilcuore, durante i mesi estivi il Centro Tontola Beach, dotato di piscine con spiaggetta attrezzata, lettini ed ombrelloni, campi da racchettoni e beach volley, bar e ristorante, offre la possibilità di trascorrere una piacevole giornata.
 
EVENTI
Ogni anno, ai primi di settembre, il borgo si anima con "I tre giorni del Sangiovese", tradizionale kermesse all'insegna del bere bene, con degustazioni, gastronomia e musica.

Dal 1981, nel periodo natalizio, Predappio ospita una grande rappresentazione sacra della Natività allestita nelle Grotte della Ex Solfatara, suggestivo luogo adibito in passato all'estrazione dello zolfo.
 
NEI DINTORNI
A monte di Predappio (3 km), su uno sperone roccioso, sorge Predappio Alta, borgo medievale costituito da un agglomerato di case, dalla piazza, dalla chiesa e da un'antica cantina di epoca romana, oggi ristorante-enoteca "La Vecia Cantena d'la Prè".

Il borgo lega la sua storia a quella della Rocca, sorta intorno al IX-X sec., ad opera di feudatari locali, appartenuta già nel 909 alla nobile famiglia forlivese dei Calboli che la dotarono di struttura difensiva. Nel 1471 Pino Ordelaffi la ampliò e fortificò rendendola balaurdo imprendibile, tanto che è giunta a noi quasi nel suo assetto originario.
 
 





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