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ROVIGO

ROVIGO

Rovigo è una piccola città del Veneto di epoca medioevale posizionata tra le sponde di due fiumi italiani molto importanti, l’Adige e il Po,  dove prende origine il nome Polesine identificando l’area che a est sfocia nel Delta del Po proclamato Patrimonio della Biosfera dall'Unesco. Un territorio con una storia antica, dove sono custoditi numerosi reperti archeologici che documentano il Polesine dall'età del Bronzo al periodo rinascimentale. Rovigo è stata terra di conquista contesa dalle Repubblica di Venezia e dall’egemonia di Ferrara.  La città è ricca di palazzi nobili in centro storico dove si manifestano le influenze architettoniche dell’epoca.  

 PALAZZO ROVERELLA Nel 1474 il cardinale Bartolomeo Roverella fece costruire il maestoso palazzo in stile rinascimentale nella piazza maggiore di Rovigo. Con la sua grandezza si testimoniava il grande prestigio raggiunto dalla famiglia dei Roverella, stabilitasi a Ferrara, ma originaria di una località omonima posta tra Rovigo e Lendinara. Attuale sede della Pinacoteca dell’Accademia dei Concordi e del Seminario Vescovile, il palazzo ospita la ricca esposizione di opere dell’originaria collezione Silvestri, unitasi coi dipinti pervenuti dalle diverse chiese del Polesine, oltre ad ospitare mostre di livello e fama internazionale. All’interno opere di Pietro Vecchia, Pietro Bellotti, Sebastiano Bombelli, Bernardo Strozzi, Elisabetta Marchioni, Fra' Galgario, Luca Giordano, Antonio Molinari, Giambattista Piazzetta, Pietro Longhi, Gaspare Diziani e Felice Cignaroli.

 MUSEO DEI GRANDI FIUMI Il Museo è ospitato negli spazi del ex Monastero Olivetano di San Bartolomeo. Edificato dai monaci umiliati nel 1255 passò nel 1474 agli olivetani che lo riedificarono ed ingrandirono nel corso del ‘500 – ‘600. La chiesa intitolata a San Bartolomeo venne eretta nel 1562 e la facciata tra 1671-1681.All’interno del Monastero nel Chiostro del ’500 (opera presunta di Biagio Rossetti), è visibile al centro una magnifica vera da pozzo, probabilmente del Sansovino. Oggi negli spazi del monastero sono ospitate le installazioni del Museo dei Grandi Fiumi. Il nome rende omaggio a questa terra, il Polesine, la Mesopotamia d’Italia, ubicata tra i “Grandi Fiumi” Adige e Po. Il percorso espositivo, attraverso un innovativo e scenografico allestimento composto da diorami, installazioni multimediali e plastici, illustra le peculiarità archeologiche, etnografiche e  culturali della provincia di Rovigo in 5 diversi periodi storici:

TEATRO SOCIALE Nel 1816 fu costituita la Società del Teatro che si rivolse all’ingegnere rodigino Sante Baseggio per edificare il nuovo edificio che aprì al pubblico la sera del 3 marzo 1819. Dopo l’incendio che lo distrusse nella notte del 21 gennaio 1902, fu elaborato il nuovo progetto interno affidato all’ingegnere padovano Daniele Donghi. Grazie alla decorazione di Giovanni Vianello, il teatro rodigino fu tra i primi del Veneto ad adottare i canoni dello stile liberty. Il nuovo Teatro fu inaugurato da Pietro Mascagni con "Iris" il 12 ottobre 1904 e rilevato nel 1964 dall'Amministrazione Comunale che lo gestisce attraverso l'Assessorato alla Cultura. E’ teatro lirico di tradizione dal 1967.Oggi ospita stagioni liriche, di danza, di prosa, concertistica, jazz e numerose iniziative per giovani.

DUOMO DI ROVIGO Attorno all’area dove sorge il Duomo nacque e si sviluppò la città.Per qualche secolo, fu l’unica ad avere il Battistero (Dometto), sulla cui facciata era affrescata l’immagine della Beata Vergine delle Grazie, che venne demolito per far posto all’attuale Duomo.  Annesso alla chiesa, ma da esso distinto, doveva essere il battistero. Probabilmente attorno alla metà del XV secolo si ebbe un’ulteriore ricostruzione della chiesa: il nuovo Duomo fu consacrato nel 1461. Il Duomo due secoli dopo risultò già gravemente compromesso, al punto che nel 1691 si dovette pensare alla ricostruzione prendendo le offerte dei fedeli e un contributo cittadino. Nel giro di 15 anni la costruzione era a buon punto, tanto che nel 1711 si poté completare la demolizione del Duomo vecchio, e il 14 febbraio il vescovo Filippo Della Torre poté celebrare la prima messa nel nuovo. Di alto livello le opere contenute: la Vergine Maria del Michieli detto il Vicentino e un Cristo risorto con S. Bellino e S. Stefano (1625), dipinto da Jacopo Palma il Giovane.

 TEMPIO DELLA ROTONDA Il Tempio della Beata Vergine del Soccorso detto La Rotonda di Rovigo sorge tra Piazzale del Soccorso e Piazza XX Settembre, a ridosso dell'antica cinta muraria. L'inizio della costruzione risale alla fine del XVI secolo quando le autorità cittadine vollero erigere un nuovo tempio per onorare una Madonna con Bambino ritenuta miracolosa che era affrescata sull'altare di un piccolo oratorio che sorgeva nelle vicinanze del Convento di San Francesco. Progettato nel 1594 da Francesco Zamberlan, venne costruita anche con elementi architettonici di vecchi ponti, e da mattoni di parti delle Mura cittadine.  Nel XIX sec. il sotto portico divenne un museo lapidario dei reperti provenienti dalle chiese e conventi soppressi dalle leggi napoleoniche. Nel portico una Meridiana era usata come riferimento astronomico per le coordinate della città.

PIAZZA GARIBALDI Piazza Garibaldi era occupata dalla chiesa di S.Giustina, demolita nel 1809 a seguito della soppressione degli ordini religiosi.Oggi la traccia della pianta dell’edificio è disegnata sul listòn della piazza. Nel 1896 fu installato il monumento bronzeo dedicato a Giuseppe Garibaldi eroe di guerra dell’artista Ettore Ferrari. Ai lati della piazza spiccano il neoclassico Teatro Sociale, il Palazzo Ravenna, oggi sede del Consorzio di Bonifica; il Palazzo del Commercio, oggi sede della Camera di Commercio dal 1851 e l’annesso ex Palazzo della Borsa del Commercio istituita nel 1890.

CHIESA DI SAN FRANCESCO Il testamento di Obizzo II d’Este scrisse la costruzione del convento per i Frati Minori di S. Francesco, risiedenti in città già dal 1213. Il complesso sviluppato attorno alla chiesetta divenne un campo ricercato dai nobili per le tombe di famiglia. Il 7 maggio 1806 la parrocchia di Santa Giustina si trasferì al S. Francesco, da qui il nome S.S. Francesco e Giustina. All’interno si trovano importanti opere pittoriche del ’500.  

 

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