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SAVIGNANO SUL RUBICONE

SAVIGNANO SUL RUBICONE

Savignano sul Rubicone  è un comune di 17.823 abitanti della provincia di Forlì-Cesena. 

l suo territorio si estende fino al mare, con una piccola zona balneare in gestione al Camping Rubicone - citato in tutte le guide del settore per le sue caratteristiche. 

Il ponte romano sul fiume Rubicone rende Savignano famoso in tutto il mondo per lo storico passaggio di Giulio Cesare, che pronunciando la celeberrima frase "Alea Iacta Est" (Il dato è tratto) marciò su Roma. 

Testimonianza del periodo romano sono esposto al Museo del Compito vicino alla piccola Pieve Romana di San Giovanni in Compito. 

Tra gli appuntamenti di rilievi si segnalano la Fiera di Santa Lucia (patrona del paese) il 13 dicembre, Luci sulla Città (cartellone estivo da giugno a settembre) e Festival Foto (manifestazione fotografica di settembre).

CASTELLO DI RIBANO

Il Castello di Ribano, sorse in epoca medievale quale curtis fortificata. Già proprietà della chiesa ravennate, nel 1580 passò ai monaci camaldolesi che lo trasformarono in residenza estiva alle dipendenze del convento ravennate. In seguito alla soppressione napoleonica degli ordini ecclesiastici, il monastero venne espropriato e venduto a privati finché, dopo varie vicende giunse alla famiglia savignanese Vallicelli che lo concesse in eredità al conte Gioachino Rasponi, nipote del re di Napoli e membro del patriziato liberale ravennate più in vista dell’epoca. Oggi il castello è di proprietà del dott. Giovanni Colonna principe di Paliano, nipote del conte Gianbattista Spalletti ed è divenuto sede di un’importante azienda enologica che prosegue l’antica tradizione enologica.

VILLA LA ROTONDA

Villa “La Rotonda” di Savignano sul Rubicone è la magnifica dimora in stile neoclassico, di proprietà dei marchesi Guidi di Bagno, e dà vita, assieme al vasto parco in cui sorge, a un complesso architettonico considerato uno dei più belli della Romagna. Realizzata nel 1821 dall'architetto mantovano Leandro Marconi, di impronta palladiana, la Villa diventa per l'occasione cornice dell'evento che chiude la Giornata di Primavera 2015: il concerto "Azioni e meditazioni" sulla Grande Guerra.

VILLA RASPONI

Conosciuta anche come "Villa Spalletti", fu probabilmente costruita attorno al 1759, quando la nobile famiglia ravennate Del Sale ricevette in eredità vasti terreni nella zona. Da questa passò in seguito alla famiglia Rasponi, che provvide ad ampliarla fra il 1820 ed il 1825 con l'aggiunta di due brevi ali più arretrate rispetto all'edificio originario. Durante la seconda guerra mondiale la villa subì pesanti bombardamenti, ma fu fedelmente restaurata dopo il conflitto. Il palazzo, immerso in un parco all'inglese di circa sei ettari, è un edificio di due piani terminante con un timpano triangolare, motivo che si ripete sopra tutte le finestre del primo piano. Gli interni, riccamente decorati (in particolare il salone centrale, ora adibito a biblioteca), conservano ancora numerosi oggetti appartenuti ai Del Sale, ai Rasponi ed ai Murat (un esponente della famiglia Rasponi, Giulio, sposò Luisa Murat, figlia di Gioacchino, re di Napoli); è di proprietà del Principe Colonna di Paliano.

CHIESA INSIGNE COLLEGGIATA DI SANTA LUCIA

L'attuale chiesa posta sulla piazza centrale della città (piazza Borghesi) fu costruita fra il 1732 e il 1749, ma una precedente chiesa di Santa Lucia (protettrice della città insieme a San Rocco) esisteva fin dal XIV secolo. Raccolse molte delle prerogative che anticamente erano proprie della pieve di San Giovanni in Compito diventando la chiesa più importante della città. Opere d'arte presenti nella chiesa: “Martirio di Santa Lucia” di Sebastiano Ceccarini (1746); “Beata Vergine del Rosario” di Ubaldo Gandolfi (1775); statua in alabastro di Santa Lucia di autore ignoto.

PIEVE DI SAN GIOVANNI IN COMPITO

L'aspetto attuale si deve alla costruzione dell'XI secolo, quando la pieve sostituì una precedente chiesa che un papiro ravennate ricorda già consacrata al culto di San Giovanni nel VII secolo. La facciata si presenta con semplice struttura a capanna conclusa da tetto a doppio spiovente con una monofora e bifora sopra la porta. L'interno è organizzato in un'unica navata conclusa da abside rettilinea, anche se scavi recenti hanno rivelato un'originaria abside circolare a cripta.

L'interno presenta materiali di grande interesse: una serie di capitelli decorati a trapano con motivi a forma di foglia di vite e acanto (simbolo d'immortalità dell'anima e desunta dal repertorio decorativo della scultura classica), figure fitomorfe diverse sulle quattro facce dei capitelli, grappoli d'uva, simbologia cristiana di origine bizantina. Sulla sinistra, entrando si trova il piccolo battistero dove si conserva uno dei blocchi dell'antico ponte romano riutilizzato come fonte battesimale. Sempre di origine romana è la soglia d'ingresso in pietra rosa di Verona, probabilmente proveniente da un monumento funebre di origine romana.

Anche la mensa d'altare, in cui sono ancora leggibili delle iscrizioni, è di età romana, di competenza di una sepoltura. Materiale di reimpiego è visibile anche in facciata, in particolare un frammento di capitello decorato con motivi vegetali. Infine, in facciata un interessante architravecon motivo a treccia fu elaborato molto probabilmente da maestranze colte, in un periodo che possiamo fare coincidere con la costruzione dell'antica pieve, ossia l'XI secolo.

CHIESA DI SAN SALVATORE (DEL SUFFRAGIO)

La chiesa del Suffragio o di San Salvatore fu costruita dalla Compagnia del SS. Sacramento nel 1644 e subito chiamata del Suffragio per la presenza dal 1655 anche della Compagnia del Suffragio. Ottenuto lo " ius seppelliendi ", il diritto di seppellirvi i morti, i suoi vasti sotterranei divennero luogo di sepoltura per molti membri delle Compagnie. Negli ultimi lavori di restauro hanno suscitato grande interesse gli scavi sepolcrali e le tombe ritrovate. Opere d'arte presenti nella chiesa: “S. Giuseppe morente ” di Cesare Pronti (1656), “La circoncisione di Gesù”, opera di Giuseppe Bartolini pittore di Imola e datato 1698; “La Madonna e S. Nicola che intercedono per le anime del Purgatorio”, di attribuzione incerta. Nella chiesa è collocato dal 1766 un pregevole organo Nacchini-Dacci. Di recente è stato ristrutturato il tetto della suddetta chiesa.

CHIESA DELLA SANTISSIMA TRINITA'

Fu fatta costruire nel 1562 sul luogo dove prima sorgeva una celletta con l'immagine della Madonna Addolorata (l'affresco originario è conservato nell'attuale sagrestia). È nota come “Chiesa della Madonna Rossa” perché fin dall'origine fu rivestita con intonaco di colore rossastro. La chiesa fu affidata ai frati gerolomini che pian piano vi costruirono un convento. Quando alla fine del Settecento finalmente il convento aveva raggiunto il suo pieno sviluppo, l'ordine fu soppresso da Napoleone e i beni confiscati. Acquistato dal Comune, questo vi trasferì la sede dell'ospedale, conservando però intatta la chiesetta della Madonna Rossa. Opere d'arte presenti nella chiesa: “Madonna col Bambino e il beato Simone” di Marco Benfiale (1743). A causa della forte umidità è stata ristrutturata (2009/2010) sia all'esterno che all'interno.

 

 

 




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