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CARPI

CARPI
Con i suoi 71.000 abitanti Carpi è, dopo il capoluogo, il comune più popoloso della provincia di Modena.
Sette le frazioni: Budrione, Cortile, Fossoli, Gargallo, Migliarina, Santa Croce, San Marino. In origine, Carpi era un borgo medievale di origine preistorica (civiltà villanoviana) rifondato, probabilmente come roccaforte (castrum Carpi), nell’Alto Medioevo. A partire dal XIV secolo fu sede della signoria dei Pio, per passare poi a far parte dei domini estensi nel Cinquecento. Nel 1779 fu eretta a sede diocesana. Nel secondo dopoguerra Carpi si è profondamente trasformata, grazie allo sviluppo dell’industria della maglieria. Durante la seconda guerra mondiale, la frazione di Fossoli fu il sito di un campo di transito, dal quale numerosi detenuti furono deportati verso i campi di sterminio.
La città è stata colpita dal terremoto del 2012, con seri danni in tutto il centro storico, in particolare al patrimonio artistico.  

CATTEDRALE DELL’ASSUNTA
Iniziata nel 1515 su committenza di Alberto Pio come fondale della grande piazza, la Cattedrale fu progettata da Baldassarre Peruzzi, che seguì il modello bramantesco e raffaellesco della basilica di San Pietro in Vaticano, ricalcando elementi classicheggianti derivati dai modelli della cultura romana rinascimentale. L’attuale aspetto, soprattutto interno, è dovuto a interventi tardo ottocenteschi, che hanno modificato architettonicamente l’area presbiteriale, e integrato la decorazione, di stile neorinascimentale, eseguita da pittori carpigiani. Arricchiscono gli altari opere d’arte con ancone in legno, marmo e scagliola, preziosi paliotti, dipinti di scuola emiliana del XVI e XVII secolo e sculture.

CHIESA DI SAN FRANCESCO
Fondata nel 1248, la chiesa ebbe varie ricostruzioni, l’ultima nel 1681 con inversione di pianta che pose la facciata verso la città, assumendo un monumentale aspetto barocco. Incompiuta è la facciata che mostra un’orditura muraria grezza, mentre di buona fattura è l’alta torre campanaria, eretta nel 1689. L’interno, a navata unica con pianta a croce latina, oltre ad ancone in scagliola, ha pregevoli dipinti settecenteschi di autori modenesi, mentre per importanza artistica sono da menzionare gli affreschi risalenti al primo Quattrocento e in particolare l’affresco della Madonna della Rosa (XV secolo).

 


EX CAMPO DI FOSSOLI
A circa sei chilometri da Carpi, in località Fossoli, è ancora visibile il Campo costruito nel 1942 dal Regio Esercito per imprigionare i militari nemici. Nel dicembre del 1943 il sito è trasformato dalla Repubblica Sociale Italiana in Campo di concentramento per ebrei. Dal marzo del 1944 diventa Campo poliziesco e di transito (Polizei und Durchgangslager), utilizzato dalle SS come anticamera dei Lager nazisti e di fatto diviene il campo nazionale della deportazione razziale e politica dall’Italia. Oltre 5.000 furono gli internati politici e razziali che passarono da Fossoli e 12 i convogli che dalla stazione di Carpi deportarono gli internati di Fossoli verso i campi di Auschwitz-Birkenau, Mauthausen, Dachau, Buchenwald, Flossenburg e Ravensbrück.  Sul primo diretto ad Auschwitz, il 22 febbraio, viaggiava anche Primo Levi Dopo la guerra il Campo è  utilizzato a scopo civile: nasce a Fossoli “Nomadelfia” e, dal 1954 alla fine degli anni ‘60,  si fonda il Villaggio San Marco per  profughi giuliani e dalmati provenienti dall’Istria. Il Campo e il Museo Monumento sono ora gestiti dalla Fondazione Fossoli che ha tra gli obiettivi la diffusione della memoria storica e la promozione della ricerca storico-documentaria sul Campo di Fossoli.
MUSEI DI PALAZZO DEI PIO
Il Museo del Palazzo dei Pio si sviluppa nel piano nobile dell’antica residenza dei Signori di Carpi e presenta i principali tre nuclei collezionistici del Museo: le opere rinascimentali, la xilografia, la pinacoteca (di futura attuazione).
Il percorso di visita offre, oltre a quello delle opere d’arte, anche un secondo livello di lettura, quello che si snoda nelle aree più prestigiose dell’intero complesso. Qui sono conservati importanti cicli affrescati, soffitti lignei e architetture che, dopo un lavoro di restauro avviato negli anni Novanta e durato fino al 2007, che hanno restituito veste monumentale al Palazzo rinascimentale di Alberto III Pio.

PALAZZO DEI PIO
Il Palazzo dei Pio, visivamente unitario benché composto da edifici disomogenei per datazione e caratteristiche, è una struttura che si estende da est a ovest tra le due piazze principali della città. L’apparente uniformità è data dalla facciata principale di ponente che è costituita, oltre che dalla parte centrale rinascimentale, dalla aggiunzione estense degli anni Ottanta del Cinquecento a nord e dalle cosiddette “Stanze del Vescovo” a sud, a congiungere la parte centrale rispettivamente con la torre del Passerino a nord e col Torrione di Galasso o degli Spagnoli a sud. Il complesso è composto da differenti edifici databili fra l’età medievale e il XVIII secolo. Sorto come vero e proprio castello fortificato, venne modificato e ampliato nel corso dei secoli con la costruzione di rocche, torri e torrioni unificati solo all’inizio del ‘500, con la definitiva trasformazione in dimora principesca ad opera di Alberto III Pio. L’edificio più antico è la Torre del Passerino (1320), quattrocenteschi il Torrione degli Spagnoli e l’Uccelliera. La Rocca Vecchia (1460) che si affaccia su Piazzale Re Astolfo, e la Rocca Nuova (1375) a nord furono legate al resto con la costruzione del Cortile d’Onore (1504) e della facciata su Piazza dei Martiri. Del periodo estense la Torre dell’Orologio (1625/27), e la parte settentrionale della facciata (1582/89).

MUSEO DEL DEPORTATO
Inaugurato nel 1973 nelle sale quattrocentesche a piano terra del Palazzo verso il Torrione, il Museo al Deportato fu progettato per ricordare le vittime dell’olocausto nazista e per la presenza a Fossoli - a pochi chilometri da Carpi - di un campo di raccolta e smistamento.
La visita si sviluppa attraverso tredici sale caratterizzate da un’architettura sobria ed essenziale con pareti intonacate di grigio, su cui sono incise, in colore rosso, frasi di prigionieri tratte dalle Lettere dei condannati a morte della Resistenza europea.
In alcune sale sono incisi dei graffiti con disegni realizzati sul tema della deportazione da grandi pittori quali Longoni, Picasso, Guttuso, Cagli e Léger.

PALAZZO FORESTI
Fu costruito nel 1892 su progetto dell’ingegnere Achille Sammarini in stile neorinascimentale per Pietro Foresti, industriale del truciolo e collezionista d’arte, che vi collocò la sua pregevole raccolta. La facciata è in mattoni stuccati e presenta due balconi con bifore ornati da elaborate terrecotte. Di notevole interesse la bifora tardoquattrocentesca in terracotta con Madonna collocata nel cortile interno, proveniente dalla vicina contrada della Cavallina. All’interno affreschi ottocenteschi di Lelio Rossi, Carlo Grossi, Andrea Becchi e Fermo Forti.

PIAZZA MARTIRI
Con i suoi oltre sedicimila metri quadrati di superficie, la rinascimentale piazza dei Martiri è una delle più estese piazze d’Italia. Definita nelle attuali forme a inizio Cinquecento, da cinque secoli rappresenta il centro politico, religioso e amministrativo di Carpi. La piazza è definita a ovest dal quattrocentesco Portico Lungo, a est dal complesso del Palazzo dei Pio, a nord è chiusa dal Duomo, fondato nel 1515. A sud l’imbocco sull’antica Strada Maestra (ora corso Alberto Pio) è definito dal Portico del Grano, posto in leggera diagonale rispetto all’asse della piazza, e dal settecentesco palazzo Scacchetti, sede del Municipio. Integrazione ottocentesca (1859-1861) è il Teatro comunale, di impostazione neoclassica.

PIAZZALE RE ASTOLFO
Originario fulcro della cittadella medievale, fu denominato anche Piazza del giuoco del pallone a partire dal XVII secolo, per l’abitudine di adibirlo a questo divertimento popolare. A occidente è delimitato dalla facciata del Palazzo Pio; a settentrione dall’opificio Loria per la manifattura del truciolo, edificio di archeologia industriale ora adibito a biblioteca. A est la pieve della Sagra (di Santa Maria in Castello) con l’annesso palazzo e il quattrocentesco Castelvecchio. L’area della piazza, in origine, era completamente edificata e costituiva il centro della città. Nella pavimentazione in porfido, una doppia fila di cubetti traccia il perimetro dell’antica chiesa, parzialmente demolita nel XVI secolo per volere di Alberto III Pio. Le lastre di pietra piacentina, disposte in modo regolare, hanno la dimensione del braccio carpigiano (52,47 cm) che costituiva l’unità di misura locale prima del sistema metrico decimale. La distanza fra le lastre compone una griglia di 6, 8, 12 braccia e ricorda le misure usate per costruire la pieve e le case medievali che occupavano l’area del piazzale.

PIEVE DELLA SAGRA
La pieve di Santa Maria in Castello venne fondata nel 752/753 da Astolfo, re dei Longobardi; fu denominata “La Sagra” dopo la consacrazione ufficiale di papa Lucio III del 1184. L’edificio fu ricostruito in epoca matildica (tra XI e XII secolo) con le forme architettoniche e decorative di stile romanico, ancora oggi visibili su absidi e muri laterali. La facciata fu realizzata su progetto di Baldassarre Peruzzi dopo il 1503, quando la chiesa fu ridotta per volere di Alberto III Pio per costruire la nuova Collegiata nella piazza grande. Sul portale fu ricollocata la lunetta con la Crocifissione, bassorilievo romanico di Nicola Pisano. All’interno, di notevole interesse, gli affreschi del XIII-XV secolo di ambito tardogotico, l’ambone marmoreo e il sarcofago di Manfredo Pio, opera del 1351 di Sibellino da Carrara.
Adiacente alla zona absidale della Sagra si trova la Torre Campanaria,alta 49.50 metri, 117 gradini, 600 mila mattoni,costruita fra il 1217 e il 1221. La torre possedeva antiche campane trecentesce e quattrocentesche poi refuse. Attualmente ne conserva solo tre: la mezzana  fusa da Pietro Solani di Parma nel 1726 che porta le immagini dei Santi protettori di Carpi; la minore è del 1588; la grande è moderna.Attualmente non si effettuano aperture al pubblico, come la tradizionale apertura notturna di ferragosto, poiché sono previsti interventi di consolidamento strutturale.
La torre non è  accessibile ai diversamente abili.

PORTICO LUNGO
Le scenografiche 52 arcate di fronte alla facciata del Palazzo dei Pio formano la quinta dell’antico quartiere di Borgogioioso. Di origine quattrocentesca, come dimostrano le date incise sulle colonne e gli elementi goticizzanti delle facciate, agli inizi del ‘500 il portico fu uniformato con la decorazione di un fregio sugli archi, costituito da un cordolo tondeggiante sorretto da sfere. Le colonne presentano varie tipologie di zoccolo e di sezione del tronco, la maggior parte ottagonale, altre sono esagone, altre cilindriche. La parte settentrionale del portico, le ultime sette arcate, realizzata in piena età rinascimentale, presenta alcune differenze stilistiche: una semplificazione della costruzione con la totale assenza di ornamenti di stile gotico.

TEATRO COMUNALE
Il Teatro viene inaugurato nel 1861 con moduli architettonici di stile neoclassico, secondo l’immagine di teatro-tempio consueta ai primi dell’Ottocento. Nasce con l’intento di offrire alla città un teatro consono ai gusti del tempo, dotato delle migliori soluzioni acustiche e visive, senza penalizzare la comodità di palchi e platea. Negli stessi anni viene progettata anche la superficie aperta del Giardino Pubblico collocato nell’area posteriore - ampio spazio verde pensato a completamento ambientale del Teatro. L’interno fu elegantemente decorato da maestranze modenesi e reggiane con motivi di ascendenza barocca. Notevole il sipario realizzato da Giuseppe Ugolini nel 1861 con “Orfeo e le Muse”. Un particolare curioso: l’artista ha donato ai personaggi femminili le fattezze delle bellezze locali dell’alta società carpigiana sua contemporanea, suscitando con ciò (viste le nudità) non poco scandalo.

TEMPIO DI SAN NICOLO’
Nelle sue forme attuali, la chiesa (l’edificio sacro architettonicamente più significativo della città con la pieve della Sagra)  fu costruito tra 1493 e 1520 per volere di Alberto III Pio. L’edificio, in origine a pianta centrale, fu modificato con l’aggiunta delle navate attribuite a progetto di Baldassarre Peruzzi. La decorazione interna a finti lacunari e candelabre è ottocentesca e ricalca la più raffinata decorazione originaria del primo Cinquecento. Di notevole interesse due tavole di Bernardino Loschi e i paliotti in scagliola. Il lungo Portico fu costruito nel 1575 per collegare il centro della città con il convento francescano dei Minori Osservanti e la chiesa di San Nicolò. Mantiene una struttura di regolari arcate a tutto sesto su pilastri, con volte a crociera, e si allaccia al portico quattrocentesco della facciata della chiesa.

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