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MARCARIA

MARCARIA
Il comune di Marcaria risulta essere per estensione il secondo comune della provincia di Mantova. Comprende le frazioni di Cesole, Canicossa, Campitello, Gabbiana, San Michele in Bosco, Ospitaletto, Casatico e Marcaria. Il suo territorio è posto in un bassopiano situato alla sinistra del fiume Oglio, fino alla sua confluenza nel Po, nel quale anche il Chiese (a Ovest) e il Mincio (a Est) hanno fatto sentire la loro influenza per mezzo delle divagazioni dei loro alvei avvenute nei secoli passati. Attualmente conta circa 6.700 abitanti.

DA VEDERE                                       

CHIESA DI SAN GIOVANNI BATTISTA
La chiesa cimiteriale di Marcaria, dedicata a S. Giovanni Battista, è un edificio rettangolare con tre absidi romaniche e la facciata tardo-gotica, sconsideratamente privata d’un elegante protiro abbattuto nel 1935. La fabbrica ha origine antichissime: il primo cenno sicuro risale all’anno 1033 e alcuni indizi la fanno supporre già esistente prima del mille. La cappella subì nei secoli numerosi rifacimenti, e l’aspetto attuale, che si deve all’intelligente restauro operato nel 1968 dalla Sovrintendenza alle Belle Arti, rispecchia all’incirca quello della chiesa della fine del sec. XV. A quel periodo risalgono i numerosi affreschi votivi che ne adornano internamente le pareti, purtroppo alcuni molto rovinati e mutilati dagli insulti del tempo e degli uomini. Si tratta di dipinti di autori diversi, eseguiti per lo più nell’autunno del 1494 e che meritano un cenno in quanto testimonianza della prima fase di quel fenomeno pittorico che ebbe come protagonista i cosiddetti “Madonnari”, cioè artisti nomadi che pagavano con le immagini l’ospitalità e la benevolenza delle comunità religiose che li accoglievano.

CORTE CASTIGLIONI
A pochi chilometri da Mantova, immersa nella verde campagna lombarda, sorge la Corte Castiglioni, un complesso rurale quattrocentesco, la cui destinazione è storicamente legata alla funzione agricola. Dal 1415, anno in cui i Gonzaga concedettero alla famiglia Castiglioni le terre di Casatico, la Corte appartiene alla stessa famiglia, che la abita nei secoli per il periodo della villeggiatura. Baldassarre Castiglione (1478 -1529) fu il più illustre abitante della Corte e il più noto rappresentante della famiglia. Letterato e diplomatico tra i più raffinati e colti dell’Italia rinascimentale, Baldassarre, grazie ai contatti con i maggiori protagonisti della vicenda artistica di quegli anni, diede un apporto significativo all’assetto architettonico della corte. Profonda fu l’amicizia che legò Baldassarre a Raffaello, che lo ritrasse in un dipinto ora conservato al Louvre, e a Giulio Romano, allievo prediletto di Raffaello, che per Baldassarre realizzò la cappella funebre nel Santuario delle Grazie, alle porte di Mantova.


CORTE LUZZARA
Singolare esempio di architettura barocca, la corte Luzzara sorge non molto distante dal centro di Canicossa, paese essenzialmente formato di corti agricole allineate lungo la strada, che costeggia il fiume Oglio, seguendo una conurbazione assai antica. Il territorio è quello che, da un punto di vista culturale, partecipa sia delle esperienze del Mantovano che del Bresciano e del Veronese; questa convergenza di spunti provenienti dai tre centri maggiori è confermata dall’impianto generale della villa Luzzara. Si tratta di un blocco compatto articolato alle estremità in due torrette e, verso il giardino, da un porticato centrale con sovrastante balconata, il complesso comprende anche due corpi di fabbrica simmetrici, rispetto all’asse principale dell’edificio, con funzione di scuderie; il periodo in cui venne iniziato l’organismo è la 2° metà del XVII sec., per terminare poi oltre la metà del secolo successivo.

PONTE DI BARCHE
Dal 1750 al 1926 il fiume Oglio si attraversava con zattere e battelli a pagamento. Nel 1913 vi fu il progetto dell’ing. Arrivabene di un ponte in chiatte su unico approdo ma non fu realizzato per l’inizio della prima guerra mondiale. Nel 1922 seguì il progetto dell’ing. Rotter e finalmente nel 1926, dopo la costituzione del consorzio tra Viadana, Marcaria e Dosolo per la costruzione e gestione di un ponte in chiatte, il ponte fu realizzato. Nel 1945 fu bombardato e alcune barche affondarono ma il ponte fu sistemato in fretta e a settembre riaperto. Nel 1961 la proprietà passò alla Provincia. Nel 1988 vi fu il consolidamento degli approdi a cui seguì nel 1999 la costruzione di una nuova baracca per l’alloggio dei pontieri e nel 2000 quella delle barche. L’ultimo intervento nel 2002 per la movimentazione idraulica delle ponticelle e degli argani di ancoraggio. Con l’ammodernamento appena concluso il ponte viene collocato stabilmente in corrispondenza del quarto approdo. Rifatte in contemporanea le ponticelle di accesso. Tra le opere di mitigazione la sistemazione del verde nell’area circostante, con messa a dimora di diversi arbusti.

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