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GUIDIZZOLO

GUIDIZZOLO
Il comune di Guidizzolo è posto ai piedi delle colline moreniche del Garda . Il comune segna un importante confine fra la pianura padana mantovana, le colline moreniche e la provincia di Brescia. Da questa sua fortunata posizione strategica, ne derivò nel corso dei secoli una notevole importanza come testimonia il famoso “Trattato di Pace fra le Signorie di Mantova e Brescia” che venne proprio stipulato in quel di Guidizzolo nel 1216 e la presenza di fortificazioni militari, di cui purtroppo oggi non ne rimane che pochissime tracce (ma ben documentate nella cartografia dell`epoca della Repubblica di Venezia). Terra di antiche libertà e di novellieri, Guidizzolo porta impresso, nell’animo e nella memoria dei suoi abitanti, il ricordo delle aspre lotte risorgimentali che infuriarono nelle contrade e nelle campagne. Due le eccellenze gastronomiche del territorio, entrambe certificate De.Co: la pancetta steccata e la quaglia arrosto tipica di Guidizzolo.

CHIESA DEI SANTI PIETRO E PAOLO
La settecentesca parrocchiale, già dei monaci Olivetani, si presenta insolitamente preceduta da un pronao; all’interno affreschi del ‘400. Nella facciata, un monumento funebre di Ilario Fortunati, primo parroco secolare e latinista dell’800, che ha lasciato una biblioteca di 3000 volumi. L’arredo è importante, anzitutto per il Sant’Antonio da Padova e l’Angelo di Giuseppe Bazzani (1750-60), poi una parete affrescata (XV sec.), Misteri del Rosario e coro ligneo seicentesche e pregevoli altari.
CHIESA DI SAN GIORGIO
L’attuale chiesa parrocchiale di Birbesi, risalente alla prima metà del XVIII secolo è attribuita all’artista ticinese Giammaria Borsetti, ha sostituito la precedente quattrocentesca. Proporzionata, armonica e luminosa, è impreziosita da un altare maggiore in marmo intarsiato, da quadri settecenteschi e da affreschi di Alessandro Dal Prato eseguiti nel 1942. La sagrestia, arricchita di stucchi, custodisce mobili settecenteschi e oggetti di epoca antica adibiti al culto

ORATORIO DI SAN LORENZO
Notizie certe relative all’Oratorio di S. Lorenzo, costruito intorno al XIII secolo, risalgono alla fine del 1400; il sito su cui sorge l’edificio ha tuttavia una storia molto antica, ci sono giunti infatti reperti archeologici risalenti all’età del Bronzo. Dagli anni Novanta del ‘400 per circa un secolo, la chiesetta fu officiata dai Padri Eremiti di S. Maria di Gonzaga, poi dai monaci Olivetani che già avevano in cura la Chiesa parrocchiale. Alla fine del 1700 l’Oratorio divenne proprietà dei conti Rizzini che vollero porvi la cripta funeraria di famiglia. L’edificio è di matrice romanica con influenze gotiche, la struttura architettonica, che presenta una forma a capanna, è infatti semplice e lineare. All’esterno gli unici elementi decorativi sono il campaniletto pensile e il fregio che orna il sottogronda. L’interno è ad aula unica con tetto a capriate; la zona presbiteriale, di forma rettangolare, è divisa dalla navata con un arco ogival. Il coro ospita l’altare maggiore, decorato da un paliotto seicentesco; questo raffigura il santo protettore della chiesa che è effigiato anche nella statua lignea posta nella nicchia sopra l’altare. Il ciclo di affreschi che decora le pareti è stato eseguito, da autore ignoto, in un periodo compreso tra gli ultimi anni del 1400 e il primo decennio del 1500. Protagonisti delle decorazioni sono la Madonna col Bambino, Cristo e vari santi tipici del culto popolare. Partendo dall’ingresso, a destra si notano quattro piccoli riquadri raffiguranti: la Madonna col Bambino, S. Onofrio e S. Rocco. Seguono: i santi Rocco e Sebastiano un santo non identificato, S. Lorenzo, S. Francesco d’Assisi, S. Rocco, la Madonna col Bambino, S. Sebastiano, S. Martino, di nuovo S. Rocco, un santo pontefice - probabilmente S. Fabiano -, S. Barbara e S. Lorenzo. Nella fascia superiore si notano due dipinti di dimensioni più ampie: La Crocifissione e la Sacra Famiglia con devoto.

TEATRO SOCIALE
La tradizione teatrale di Guidizzolo risale al 1840, quando un gruppo di notabili costituì una “Società per azioni” per offrire un ambiente di cultura e di svago. La “prima” avvenne il 25 settembre di quell’anno con una rappresentazione dell’opera “La Beatrice di Tenda”.
Venne quindi adibita a teatro la sala al primo piano del Palazzo, capace di 80 posti. Vi ebbero luogo spettacoli di vario genere, prosa in particolare, in stagioni irregolari. Al termine del primo conflitto mondiale, negli anni 1918-1920, l’Amministrazione comunale provvide alla costruzione di un nuovo Teatro, in Via Filzi: dell’originario impianto architettonico rimane oggi solamente la pregevole facciata in quanto l’edificio fu rimaneggiato più volte negli anni ‘60 e ‘80.


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