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CASALMORO

CASALMORO
Paese di origini romane (“Casalis Mauris”, dal nome della signoria locale), conta poco più di 2.00 abitanti. Confina con i comuni di Asola, Castel Goffredo e con la provincia di Brescia.

CHIESA PARROCCHIALE DI SANTO STEFANO
La Parrocchiale, dedicata a S. Stefano Protomartire, risale al 1728 e presenta un’importante facciata barocca, dietro la quale si stagliano le merlature della torre campanaria. All’interno della basilica hanno un certo pregio la pala d’altare scolpita, una cassa d’organo del Seicento e infine un dipinto del secolo successivo di Luigi Sicurtà, un artista che ha operato molto in tutta la zona

PARCO DEL MORO
Il fiume Chiese è parte integrante della rete ecologica regionale, viene classificato al primo livello di importanza e costituisce un importante corridoio dai significativi valori ambientali tanto da essere annoverato tra le aree prioritarie per la tutela della biodiversità. Nel 2006 il Comune di Casalmoro ha istituito il Parco Locale di interesse Sovracomunale del Moro allo scopo di tutelare e valorizzare l’ambito fluviale posto nel proprio territorio comunale.


SANTUARIO DELLA MADONNA DEL DOSSO
Il nome di Casalmoro è strettamente legato al Santuario della Madonna del Dosso (la costruzione attualmente visibile è del XVIII secolo) anche per l’intreccio di leggende e forme di devozione popolare sviluppatesi attorno alla piccola chiesa che sorge ai margini occidentali dell’abitato, sulla sommità di un’altura artificiale. Nessun documento precisa l’anno in cui fu collocata la prima pietra (nell’archivio della parrocchia una relazione sui luoghi di culto del paese, del 674, menziona già la chiesa della Madonna del Dosso), né si può conoscere con precisione quel che era l’antico aspetto del santuario in quanto quello attuale è il risultato di una ricostruzione iniziata nel 1780, come attesta un’iscrizione nella sagrestia. Al termine di un’ampia scalinata, la chiesa colpisce per le belle proporzioni del gusto neoclassico del tardo Settecento lombardo. La facciata, preceduta da un portico a tre arcate, è scandita da quattro grandi lesene e culmina in un timpano triangolare. Nell’interno, dove si trova il menzionato sarcofago romano della famiglia Aurelia, prevale invece la ricchezza barocca: colore dominante è il bianco luminoso e le colonne fortemente sporgenti a fasce o isolate, movimentano il disegno dell’unica navata. Il quadro della Beata Vergine del Dosso, del 600, si trova sul presbiterio: le fattezze della Vergine sono tratte dalla Madonna con il Figlio riposta nella nicchia absidale. Meta devozionale (durante la festività del 21 Novembre) il santuario è inserito nel percorso giubilare della provincia di Mantova.

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