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CASTIGLIONE DEI PEPOLI

CASTIGLIONE DEI PEPOLI

Circondato da boschi di faggi e castagni, Castiglione dei Pepoli si sviluppa alle pendici del Monte Gatta, ed è oggi, con i suoi 5.000 abitanti, tra i principali centri abitati dell’Appennino bolognese. Il territorio comunale si estende sulle vallate dei torrenti Setta, Brasimone e Gambellato, che con numerosi rii affluenti ne fanno un territorio particolarmente ricco di acque. Oltre al capoluogo comunale, si contano diverse frazioni e borgate: Lagaro, Baragazza, Creda, Roncobilaccio, Sparvo, Rasora, Montebaducco ed una fitta trama di abitazioni isolate, che portano nelle loro forme e strutture storia e memorie di questa parte di Appennino. Noto dapprima come Castiglione dei Gatti[4], il nome fu cambiato nel 1863, in ricordo del passato feudale. Nel XII secolo, infatti, si trovava sotto la signoria feudale dei conti Alberti di Prato e Mangone. Nel 1340 le terre degli Alberti furono vendute ai Pepoli.

CENTRO STORICO Il centro storico di Castiglione ha connotazioni derivanti da un preciso progetto urbanistico, opera dei Pepoli, stirpe che per quattro secoli (1462-1796) detenne il controllo del paese e del territorio. Il nucleo centrale, con caratteristiche cittadine, si sviluppa tra la chiesa di San Lorenzo, di origini cinquecentesche, e l’antico palazzo comitale (XV-XVIII sec.), un tempo chiuso da mura e a cui si accedeva attraverso un portale. Tra i due poli del potere religioso e civile si aprono via San Lorenzo, lastricata già anticamente, e la piazza. Sulla piazza si affacciano le maggiori architetture paesane, tra cui si segnalano la Torre dell’Orologio (XVIII sec.) e la Palazzina, complemento dell’impianto edilizio pepolesco. Tutto il centro storico è stato oggetto di un recente intervento di recupero

SALA DELLA TERRA Presso le ex scuole elementari di Castiglione dei Pepoli è stata recentemente inaugurata la “Sala della Terra”. Dietro a questa suggestiva denominazione si nasconde un’eccezionale esposizione che ripercorre la storia delle lontane ere geologiche e ci riporta alle origini dell’Appennino bolognese.I materiali che i visitatori possono ammirare provengono da un appassionato ricercatore locale, Ultimo Bazzani, che ha donato al Comune di Castiglione oltre duemila reperti mineralogici e paleontologici (fossili) raccolti in oltre trent’anni di ricerca nell’area compresa tra Castiglione dei Pepoli, Camugnano e Grizzana Morandi.

SANTUARIO DELLA B.V. DI BOCCADIRIO Il Santuario della Beata Vergine di Boccadirio (XVI-XVIII sec.) trae origine dalla miracolosa apparizione della Madonna, il 14 luglio 1480, a due pastorelli di Baragazza. Ampliato nel tempo, è oggi un gioiello dell’architettura montana incastonato in un paesaggio di superba bellezza. L’immagine della Vergine, realizzata nel Cinquecento dalla bottega dei Della Robbia, si trova oggi sul punto esatto dell’apparizione.


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