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CASTEL SAN PIETRO TERME

CASTEL SAN PIETRO TERME

Castel San Pietro sorge sull’antica via Emilia, in prossimità del torrente Sillaro, confine naturale tra l’Emilia la Romagna. Cittadina affascinante attraversata da oltre otto secoli di storia, fa parte del Nuovo Circondario Imolese e vanta una popolazione di 20.888 abitanti. Sito di antichissimi insediamenti villanoviani e romani, deve il suo nome al Castrum, dedicato a S.Pietro, al quale fu aggiunto Terme nel 1959, in onore alle sue rinomate fonti. Il suo  territorio, un insieme di vaste pianure e di morbidi paesaggi collinari, offre uno scenario ideale per piacevoli gite fuori porta, escursioni tra i boschi o itinerari enogastronomici. Castel San Pietro è un piccolo grande borgo ricco di eccellenze, con una fervida vita sociale e culturale, un cartellone di festival ed eventi che non hanno nulla da invidiare a realtà più consolidate. Si fregia dei titoli di Città del Vino e Città del Miele, in grado di richiamare una moltitudine di appassionati e turisti nei numerosi eventi tematici. Castel San Pietro aderisce dal 2005 alla rete internazionale di Città Slow, certificato di qualità per l’elevata qualità della vita, dell’accoglienza e del buon vivere.

CASSERO Il Cassero è il monumento che segna ufficialmente la nascita di Castel San Pietro nel 1199, come baluardo a difesa del territorio di Bologna. Dall’arabo qasr, castello, castrum romano, il Cassero è una costruzione massiccia, ornata da merli ghibellini, sormontata dalla svettante torre trecentesca con l’orologio del 1784.  Sul Cassero è ancora leggibile la volontà del podestà di Bologna che “comandò che questo castello si facesse nel contado di Bologna per tenervi pace”. Fu realizzato dapprima in legno e poi trasformato più volte a seconda delle esigenze delle milizie che, secolo dopo secolo, lo conquistarono e utilizzarono quale baluardo principale contro i nemici fino ad inizio Cinquecento, quando Bologna e Imola passarono sotto lo Stato Pontificio e Castel San Pietro perse definitivamente la sua funzione militare. Il Cassero ospita al suo interno il teatro comunale, luogo polivalente aperto anche ad eventi musicali e mostre d’arte, punto di riferimento culturale e di spettacolo della città, riportato agli originali splendori e inaugurato dopo un’accurata ristrutturazione nel 2008. Il primo documento dove si parla del teatro all’interno del Cassero risale al 1734. Analoga funzione di intrattenimento svolge l’Arena estiva, costruita negli anni ’30 , a pochi passi dal centro storico, anch’essa ristrutturata e riaperta di recente. Delle vecchie Mura che circondavano il paese rimangono solamente uno dei torrioni situato a est del Cassero e tratti di mura lungo via Castelfidardo e lungo viale Carducci.

SANTUARIO DEL CROCIFISSOMonumento caratteristico castellano che si eleva nella centralissima piazza XX settembre, le origini del Santuario risalgono al 1741, con la collocazione all’interno di una veneratissima immagine del Crocifisso. Fu donata alla Compagnia del Santissimo nel 1543, e dall’alto della sua nicchia, in fondo all’abside, domina la chiesa.Col passare del tempo questa immagine fu sempre più venerata dai castellani. Dal 1629, anno in cui fu portata in processione per la prima volta, questa tradizione è proseguita e si è consolidata nel tempo.Tutti gli anni, la quinta domenica di quaresima, si tiene da allora la “Festa del Crocifisso”. Durante tutta la giornata si susseguono vari riti religiosi che culminano con la processione per le vie della città con la sacra immagine del Cristo Crocifisso.Molte le grazie ricevute e le guarigioni attribuite al Crocifisso castellano. Decine di ex-voto e di quadretti, sono tutt’oggi conservati all’interno. Il Santuario fu modificato nel 1834 e risistemato in momenti successivi. Nel 1930 fu realizzato il campanile, inaugurato con comando a tastiere e un carillon dotato di 33 campane, al quale se ne aggiunsero altre 22 quattro anni più tardi. Si tratta di una originale invenzione del castellano Giulio Gollini, con ben 55 campane, dislocate a vari livelli alla sommità del campanile, azionato da un meccanismo elettropneumatico posto alla base della struttura. Si possono inoltre ammirare, una cappella dedicata alla statua dell’Immacolata e due organi, uno dei quali risale al 1700 mentre l’altro fu realizzato nel 1928. Durante il Settembre Castellano e della Festa del Crocifisso, si radunano folle entusiasti per godersi i concerti per banda e Carillon organizzati dal Corpo Bandistico di Castel San Pietro Terme.

LA MADONNA DEL ROSARIO Verso la mezzanotte del 2 giugno 1779 Castel San Pietro fu scosso da un terribile terremoto. Crollarono camini e muri di case e  la gente, come di consueto, si riversò nelle chiese nella speranza di essere al riparo da ogni pericolo, ma l’arciprete, Don Bartolomeo Calistri, uomo di scienza e di buon senso, cercò di mandarli all’aperto. L’incubo delle scosse durò parecchi giorni, finché il 10 di quel mese di giugno ve ne fu una di terribile violenza. I fedeli si strinsero attorno alla Sacra immagine della Madonna del Rosario, collocata sotto una grande tenda nella piazza principale della città. Finito il terremoto si verificarono i danni: erano ingenti ma, fortunatamente, non ci furono vittime tra la popolazione. Per lo scampato pericolo, i castellani decisero di elevare la Madonna del Rosario a patrona del paese e decisero di innalzare una colonna votiva al centro della piazza principale, l’attuale piazza XX Settembre, davanti al Municipio. Alla sommità della colonna, progettata da Giacomo Dotti, fu posta una statua della Madonna, opera di un artista toscano. Da oltre due secoli, quindi, la sacra immagine della Madonna del Rosario veglia sulla città e viene festeggiata il 7 ottobre, festa del Patrono di Castel San Pietro, così come fu decretato dal Consiglio Municipale nel 1779.

CHIESA S. MARIA MAGGIOREPrincipale luogo di culto cittadino, la Chiesa Parrocchiale di Santa Maria Maggiore, sorge sui resti di una precedente chiesa che sembra risalire al Duecento. Infatti, è noto che l’odierna costruzione venne riedificata ed ampliata nelle sue dimensioni verso la metà del XVIII secolo. L’apparato decorativo interno presenta i tratti caratteristici dello stile in voga nel Settecento e, tra le altre, possiamo ammirare le pregevoli opere di artisti famosi dell’epoca provenienti da Bologna quali Gandolfi e Cavedoni. Degna di nota la cappella intitolata alla Madonna del Rosario che troviamo collocata lateralmente dentro la chiesa di Santa Maria Maggiore: a coronamento della magnifica effigie della Madonna sono poste quattordici piccole tavole raffiguranti i misteri del rosario.

BORGO DI VARIGNANA Nei dintorni di Castel San Pietro Terme, una decina di km verso Bologna, si delinea Varignana, antico borgo posto su un colle a 188 metri s.l.m. sovrastante la via Emilia. Le origini del paese sono nebulose, ma pare che esistesse un insediamento abitativo sin dall’età degli Umbri. Comunque, sin dall’inizio del secondo millennio e per diversi secoli, Varignana ebbe un ruolo di notevole importanza per la sua posizione strategica quale luogo di passaggio per i fedeli che si recavano a Roma. Il borgo era munito di un articolato sistema difensivo, testimoniate dalla rocca e dalle residue mura. Al centro del paese svetta l’antica torre e la chiesa di S. Lorenzo, con una suggestiva cripta preromanica risalente al VIII-IX secolo d.C., il monumento più antico di tutto il territorio castellano.

VILLA-PALAZZO DE BUOI Splendido esempio di villa rinascimentale, il palazzo De Buoi è situato nella prima periferia castellana, lungo la provinciale San Carlo, in località Poggio Grande. Eretta nel XVI secolo, la dimora nobiliare si presenta a pianta quadrata con quattro torrioni accennati posti agli angoli che richiamano la tipologia della roccaforte difensiva tipica del Medioevo. Nella parte centrale risaltano, invece, due piccoli torri: una è la torre campanaria, l’altra è destinata a contenere l’orologio. Come si può evincere dal nome, i proprietari della villa signorile era la casata dei De Buoi anche se attualmente il palazzo viene chiamato palazzo “Rodriguez” o “palazzone. Secondo i parametri del caratteristico prototipo rinascimentale, il palazzo era originariamente circondato da un ampio parco dove erano collocate varie costruzioni accessorie come il “gallinaro”, la “fabbreria” e la “conserva” per gli alimenti. Palazzo De Buoi è denominato “Rodriguez”, marito della figlia  di Tommaso De Buoi, perita in tenera età che lascio’la proprietà  in eredità ad Annibale Rodriguez-Laso.

CAVA DI ORTO GRANARA Si tratta di un abitato e necropoli villanoviana (età del ferro, pre-etrusca) del VIII secolo a.c., scoperto sul finire degli anni ‘90 (i materiali ritrovati sono ancora in fase di restauro e di studio). Sempre nella località di Orto Granara sono stati trovati resti archeologici di una “domus romana” e di due pozzi per l’acqua. Uno dei pozzi riportati alla luce e scavato dai volontari del gruppo in collaborazione con la Soprintendenza Archeologica ha restituito una quantità copiosa di reperti, come numerose anforette (anche integre), lucerne, casseruole e vasellame in bronzo ed altri oggetti in rame, utensili in legno e paglia. L’eccezionalità di questi ultimi è data dallo stato di perfetta conservazione.

LE TERME DI CASTEL S.PIETRO L’origine delle sorgenti termali risale al 1337, con i poteri curativi dell’acqua erogati dalla Fonte Fegatella, uno dei simboli più amati di Castel San Pietro Terme. Luogo di incontro e di relax per cittadini e visitatori di ogni età, le sue acque benefiche hanno raggiunto estrema popolarità ben oltre  i confini comunali. Oltre sette secoli fa, un branco di pecore gravemente ammalate di fegato, bevendo l’acqua della fonte, ritornòsorprendentemente in piena salute. Il fatto fu ancor più significativo in quanto avvenne in presenza di noti luminari universitari, iniziando così  la tradizione di attingere acqua alla fonte per curare l’uomo e gli animali. Le acque termali che sgorgano nel territorio di Castel San Pietro appartengono al grande bacino geologico che si estende per tutto l’Appennino settentrionale: infatti, oltre a un gruppo di sorgenti salsobromoiodiche, esistono sorgenti sulfuree e ferruginose e formazioni pseudo-vulcaniche, le “Salse del Dragone”, da cui si ricavano i fanghi. Il primo vero e proprio stabilimento termale sorse nel 1870, con dimensioni notevoli e con criteri all’avanguardia per l’epoca. Totalmente distrutto dagli eventi bellici nel 1945, fu ricostruito ex-novo dieci anni dopo. Le Terme di Castel San Pietro forniscono servizi di terapie termali, terapie e trattamenti riabilitativi e di fisiochinesiterapia, trattamenti estetici, di benessere e di medicina estetica, e relative attività di diagnostica medica. In armonia con le attività farmacologiche riconosciute alle acque sulfuree e salsobromoiodiche, le patologie più importanti per le cure termali sono quelli delle malattie respiratorie, osteoarticolari e vascolari. Primario punto di riferimento relativo alle cure termali, alla riabilitazione, all’estetica e al benessere, lo stabilimento termale collabora alla festa”Castel San Pietro - Terme & Cioccolato” e partecipa alla Notte Celeste delle Terme dell’Emilia-Romagna, sin dalla prima edizione del 2012.

GOLF CLUB “LE FONTI” Nella suggestiva cornice naturale della Valle del Sillaro, a 75 m s.l.m. e a 200 metri dalle Terme, si colloca il percorso (misura 6480 metri, 18 buche, par 72) del Golf Club “Le Fonti” . Il nuovissimo e moderno impianto dispone di un’ampia serie gamma di servizi: club house, piscina, golf shop, bar e ristorante. Il percorso particolarmente lungo per i professionisti, risulta invece estremamente divertente per i dilettanti. Nel 2006 il Golf Club ha ospitato una tappa del L.E.T. (Ladies European Tour), con 160 giocatrici provenienti da tutta Europa. Sui 60 ettari del green, è stata brevettata la golf bike, unica a livello mondiale, una mountain bike attrezzata per girare sul campo munita di carrello per il trasporto della sacca e contemporaneamente giocare a golf, abbinando entrambe le discipline e i relativi benefici. Tra i numerosi VIP che hanno calcato l’impianto, el Pibe de Oro, Diego Armando Maradona.

CARRERA AUTOPODISTICA Nata nel lontano settembre del1954, la Carrera congloba attorno a sé un concentrato di energie, sensazioni ed emozioni che coinvolgono l’intera comunità castellana, per esplodere la seconda domenica di settembre in occasione della Sagra della Braciola. Su intuizione del giornalista castellano Medardo Manara, nacque l’originalissima gara a staffetta di macchinine artigianali spinte a mano, che vede per protagonisti gli uomini di spinta, detti “spingitori” e i piloti alla guida degli speciali veicoli a quattro ruote. I mezzi, fabbricati e composti durante l’anno, con pezzi usati, materiali di scarto e di riciclo reinventati con ingegno, competono in quella che è stata soprannominata la “Formula Uno Ecologica”. Accompagnati dal tifo appassionato di migliaia di cittadini e visitatori, i team si affrontano in una doppia sfida intitolata alla memoria di “carreristi” scomparsi: attorno a mezzogiorno si assegna il trofeo “Giuseppe Raggi” nel rettilineo di viale Terme e alle ore 18, nella Carrera Autopodistica, il trofeo “Maurizio Ragazzi”, preceduta da una esibizione delle prime squadre under 15 classificate della Carrera dei Piccoli, che si corre in maggio. Dal settembre 2010 si disputa anche l’edizione della Carrera Rosa, con protagoniste tutte al femminile. Disciplinato da un regolamento di 58 norme (incluso il doping!), il circuito della Carrera ripercorre due volte il centro cittadino. Nei mesi estivi di luglio e agosto i partecipanti iniziano già a “scaldare i motori” con le prove libere, mentre la domenica precedente si effettuano le prove cronometrate per stabilire la griglia di partenza.

 

 


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