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ROCCABIANCA

ROCCABIANCA

Nella bassa parmense Roccabianca (Rocabiànca in dialetto) abitanti circa 3100.

Un tempo era chiamata Arzenoldo (o Arsinoldo o Rezinoldo) e deve probabilmente il nome attuale al fatto di essere stata nel XV secolo residenza di Bianca Pellegrini, amata da Pier Maria II de' Rossi, che vi fece costruire la rocca a lei dedicata; secondo un'altra interpretazione il nome deriverebbe invece dalla colorazione bianca della rocca, in origine completamente intonacata.

La Bassa è un luogo nel quale bisogna sapersi perdere, prima di riuscire a scoprirlo nella pienezza più genuina dei suoi significati.
Questo concetto illuminante di Giovannino Guareschi può probabilmente valere più di mille indicazioni di carattere turistico per fornire una breve introduzione alla storia e al carattere di un territorio come quello di Roccabianca.
Perché qui, forse più che in ogni altro angolino del “Mondo piccolo”, tale caratteristica di “smarrimento controllato” viene esaltata in modo del tutto speciale ed unico. Il fatto che, in fin dei conti, arrivarci fisicamente non sia poi così difficile, è esattamente un’indiretta conferma dell’idea del papà di Peppone e don Camillo. Come tanti altri paesi della Bassa parmense di dimensioni simili, è anch’esso praticamente allineato lungo la "provinciale 10" Parma-Cremona.
Ma Roccabianca, con la sua ubicazione più defilata a ridosso di un’ansa del Po, descrivendo una sorta di parentesi paesaggistica che la tiene quasi in sospeso nel “discorso geografico” della Bassa, si presenta fin da subito nella propria singolare e suggestiva anomalia caratteriale, fonte di numerose apprezzabili peculiarità.
Nascosta al mondo, ma capace di proiettarsi verso il mondo attraverso l’opera e l’ingegno di diversi suoi figli illustri: è questo probabilmente il “segreto più evidente” che sta a fondamento dell’indole comunitaria della “capitale” del Mondo piccolo. Dal giugno 2007, questa “preziosità” ambientale e culturale è stata ufficialmente riconosciuta dalla Regione Emilia Romagna con il conferimento a Roccabianca della qualifica di “Città d’arte”.

 Il Castello di Roccabianca Il Castello di Roccabianca fu costruito attorno alla metà del '400 per l'amata Bianca Pellegrini dal Magnifico Pier Maria Rossi. Recenti restauri hanno messo in evidenza pregevoli decori a fresco, stemmi araldici nel porticato antistante la famosa Camera di Griselda con la ricostruzione moderna del ciclo pittorico ispirato alla centesima novella del Boccaccio. Il Castello ospita il Museo della Distilleria. Il Castello realizzato da Pier Maria Rossi per l"amata Bianca Pellegrini alla metà del XV secolo, passò subito dopo ai Pallavicino e, più tardi, ai Rangoni. Nel 1831 il Castello di Roccabianca viene avocato da Maria Luigia alla Camera Ducale. Sovrastano la struttura del Castello, possente e quadrata, il mastio e due torri angolari. Gli interventi di restauro condotti nelle sale dei Feudi, dei Paesaggi, dei Quattro Elementi e nella sala Rangoni, hanno messo in evidenza un notevole apparato di decorazioni. Piano terreno: Portico d'onore con stemmi dipinti (sec. XV); Sala di Griselda con ciclo pittorico ispirato alla centesima novella del Decameron di G. Boccaccio (copie dal sec. XV); tre ambienti con dipinti e arredi dei secc. XVI-XVIII: Sala dei Feudi, dei Paesaggi, dei Quattro Elementi; Cantina del mastio (stagionatura culatelli e salumi); Torre del Mastio; Sala dei Tini; Sala Rangoni con stucchi e dipinti (secc. XVI-XVII); Cantine sotterranee (produzione e invecchiamento aceto balsamico in botti di rovere); Sala degustazione; Museo della distilleria. Piano Nobile: quattro ambienti arredati tra cui il Salone del Camino (già teatro).

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