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VARSI

VARSI

Situato nella valle del Ceno conta circa 1200 abitanti. Il paese si è sviluppato intorno al castello eretto nel X sec. ma oggi rimane soltanto il ricordo delle due torri mutili, una terza torre è visibile presso la Parrocchiale di San Pietro di origine trecentesca.

Di particolare interesse, nel territorio comunale è il Castello di Golaso, una fattoria fortificata le cui origini e la cui funzione iniziale non sono chiare, ma in condizioni di mantenimento piuttosto buone e tuttora abitato. Il massiccio palazzo centrale è circondato da un muro di cinta che nella parte anteriore conserva due torri angolari rotonde e una quadrata a difesa dell'ingresso. Anche il capoluogo aveva un castello proprio nella sua parte centrale, purtroppo però dell'originale struttura sono rimaste solo due piccole torri rotonde isolate tra di loro.

Il castello di Golaso è un complesso fortificato che sorge a poca distanza dal torrente Ceno nella piccola frazione di Golaso, appartenente al comune di Varsi, in provincia di Parma. Il grande complesso fortificato, sviluppato su una superficie di circa 5000 m², si articola attorno a due cortili; il primo, di forma pressoché quadrata, è anticipato dall'ala d'ingresso a sud e contornato da tutti i principali edifici del castello; il secondo, posto sul retro, si affaccia direttamente sulla campagna. La lunga facciata su due livelli è preceduta da un piccolo spiazzo rettangolare delimitato da un basso muretto, con due accessi ai lati e uno frontale, affiancati da pilastri coronati da guglie piramidali; interamente rivestito in pietra come il resto della casa-forte, il prospetto del maniero è caratterizzato dalla presenza di tre torri. Le due estreme, più piccole, si innalzano su alti basamenti cilindrici privi di aperture, mentre le sommità, a pianta ottagonale, si affacciano verso l'esterno con piccole feritoie rettangolari delimitate da mattoni; a coronamento i tetti si elevano sopra ai cornicioni modanati. La massiccia torre sull'ingresso, di forma quadrata, presenta due finestrelle nel mezzo, separate da una fascia orizzontale decorativa in laterizio. Il portale d'accesso ad arco a tutto sesto è affiancato da due lesene con capitelli dorici in lievissimo aggetto, a sostegno dell'architrave ornato con triglifi; ai lati sono numerose le finestre, di cui molte cieche, che puntellano con una certa regolarità la facciata.

 All'interno la corte è affiancata su tre lati da ali sviluppate su due livelli, contenenti in origine i locali di servizio e le scuderie, mentre il corpo padronale, noto come il "Palazzo", si staglia più alto di fronte all'ingresso; ai lati di quest'ultimo sono ancora distinguibili le arcate oggi chiuse dell'antico porticato. Pressappoco a metà dell'ala ovest è collocata la cappella, che si distingue per la presenza ai lati delle lesene e in sommità del coronamento triangolare, sovrastato al centro da un piccolo campanile a vela. Per simmetria, anche nell'opposta ala est si trova di fronte all'oratorio una struttura molto simile alla precedente a eccezione delle aperture; accanto a essa è collocato, all'interno di un piccolo corpo aggettante in laterizio chiuso da tetto in lastre di pietra, il pozzo, con apertura ad arco a tutto sesto.

Il "Palazzo" si erge massiccio sul lato settentrionale della corte; privo di decorazioni, l'imponente edificio è attraversato da un lungo androne coperto da volta a botte, che conduce al secondo cortile a forma di U; alle estremità di quest'ultimo, delimitato da un alto muro e da alcuni edifici agricoli, erano in origine collocate due torri quadrangolari, oggi quasi completamente scomparse; di una di esse si ha testimonianza in un disegno ottocentesco conservato presso la Biblioteca Palatina di Parma. Al centro del lato settentrionale, un portale ad arco a tutto sesto delimitato da doppie lesene si apre verso la tenuta e il torrente Ceno.

Secondo la tradizione, il castello ricorderebbe la suddivisione temporale dei mesi e dei giorni dell'anno solare; pare infatti che contenga complessivamente 12 scale, 30 porte e 365 finestre.

Nei dintorni, a Fiassoni, Pisterlana e Busani sono ancora visibili diversi esempi di case-torri. Il Monte Barigazzo con la vetta oltre i 1200 metri è un bellissimo balcone sulla Val Ceno, caratteristiche le sue piane che la tradizione vuole sede di grandiosi sabba di streghe e diavoli.




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