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BORGO VAL DI TARO

BORGO VAL DI TARO
Borgo Val di Taro è considerata la capitale dell’alta Val Taro nell’Appennino Parmense. Collocata a circa 60 km da Parma in direzione sud-ovest, vanta una posizione strategica a cavallo di tre regioni: Emilia Romagna, Toscana e Liguria.
 
La località è situata in una zona di grande interesse culturale, naturalistico e gastronomico. Il centro del paese è caratterizzato dai resti di un antico castello, da chiese romaniche e da palazzi storici. E’ il punto di riferimento dell’intera Val Taro, che con i suoi castelli e i suoi itinerari naturalistici attira ogni anno numerosi visitatori. Il gustoso fungo porcino, fregiato del marchio di qualità IGP, Indicazione Geografica Protetta, è il vanto della gastronomia del luogo. A testimonianza dell’alta qualità di vita, il paese è stato inserito nel circuito delle CittaSlow.

I RESTI DEL CASTELLO

Borgo Val di Taro aveva, fino a non molto tempo fa, un bel castello, che via via col tempo e col disuso iniziò a scomparire.Quel che ci resta, dal periodo della seconda guerra mondiale, è parte della muratura, in coicidenza con l’oratorio della chiesa di S.Antonino e del retrostante Museo delle Mura.Una torre posta all’ingresso, è stata invece riportata alla luce da pochi anni, ed ora aiuta visivamente a comprendere l’immagine che fu del castello di Borgotaro.Ci restano anche alcune interessanti descrizioni, come per esempio quella del castello ai tempi dei Fieschi: “Era cinto di assai bella muraria, con rivellino e fossa ed aveva numero di torri attorno in modo che per battaglia non aveva da temere un mediocre esercito ed avrebbe rovesciato per molti giorni ogni impeto.”

CHIESA DI S.ANTONINO

La prima pietra della chiesa di S.Antonino venne posta il 30 marzo 1226, ed aveva tre navate suddivise da due colonne e tre absidi.Nel 1500 si pose il problema di ricostruire l’edificio, forse a fronte della crescente popolazione, ma di fatto la nuova chiesa venne consacrata, dopo un lungo periodo di degrado, nel 1667.La struttura attuale si presenta a forma di croce latina, e la facciata è stata rifatta recentamente, nel 1925, in occasione del primo congresso Eucaristico Valtarese, sopraelevata sal livello stradale.Al suo interno, si possono ammirare opere di grande valore, in primis l’organo, un Serassi del XIII secolo.Fra i numerosi dipinti, c’è da notare l’Annunciazione, collocata nel presbiterio, e da sempre considerata una delle più belle tele di Borgotaro, risalente alla seconda metà del ‘600.Di profonda impronta barocca è invece l’altare del Crocifisso,  in legno dorato e ricco di ornamenti, realizzato fra ‘600 e ‘700 da Lorenzo Aili.

 PALAZZO TARDIANI

L’edificio dell’ex ospedale vecchio si trova all’interno dell’antica cerchia delle mura, ora abbattute, in piazza XI Febbraio.Ci sono dubbi sulla correttezza dell’ormai convenzionale denominazione di “Palazzo Tardiani”, ma è certo che questo palazzo, molto bello, ha rivestito, come accade ancora oggi, una funzione importante per il paese.L’ospedale, gestito dalla Confraternita dei Disciplinati, rimase attivo fino alla prima metà dle 1900, quando fu venduto alla Parrocchia di S.Antonino, ed il ricavato andò alla costruzione del nuovo ospedale.Dopo decenni di relativo abbandono, il palazzo è stato acquistato dalla Comunità Montana delle Valli del Taro e del Ceno, che da poco tempo ha terminato i lavori di restauro e ne ha fatto la sua sede.

 MUNICIPIO

 Appartenuto alla famiglia dei marchesi Manara, il palazzo detto del Pretorio è ora sede municipale, con un bel loggiato al terreno e costruito sui ruderi di un precedente palazzo medievale.Al piano terreno, si trova ora la sede della polizia municipale e la biblioteca del Pio Istituto Manara.

 PALAZZO BOVERI

 All’incrocio fra via Nazionale e via S.Domenico, si colloca questo edificio dal grande valore storico.Fu infatti questo palazzo ad ospitare Elisabetta Farnese, Regina di Spagna, durante la sua sosta del settembre 1714.Proprio in questa occasione, il palazzo fu decorato da numerosi fregi a stucco ancora conservati, in cui sono visibili gli stemmi di Borgotaro, con accanto quelli dei Borbone e dei Farnese, e più in piccolo quelli delle famiglie che contribuirono, come i Picenardi e i Boveri.L’interno purtoppo non ha conservato molto delle ricchezze che un tempo dovettero decorare le stanza, tranne un antico camino, uno stucco sulle scale ed una serie di 4 ovali rappresentanti le stagioni, settecenteschi, a piano terra, dove attualmente i locali sono adibiti ad esercizio commerciale.

 CHIESA DI SAN DOMENICO

La costruzione della chiesa e dell’attiguo convento risalgono circa alla fine del XV secolo, anche se mancano notizie storiche fino agli inizi del 1800.Fu restaurata nel 1674 e poi ancora poco prima della seconda guerra mondiale e molte famiglie gentilizie di Borgo val di Taro qui avevano i sepolcri di famiglia.Il portale principale è sormontato dallo stemma dei Boveri e reca la data 1674.La chiesa è a tre navate in pietra ed archi gotici.Al suo interno, fra le varie opere di grande pregio, sono da notare la tela della “Strage degli innocenti”, attribuito ad una bottega genovese.Il dipinto si trova indieme al suo pendant, “Il passaggio del Mar Rosso”, ed entrambi rievocano in molti tratti lo stile di Giuseppe Mria Crespi.Di grande valore artistico anche la bellissima statua della Madonna del Rosario, del XVI secolo, in legno intagliato e dorato, che poi ogni anno viene portata in processione in occasione della celebrazione della Madonna del Rosario.

 MONUMENTO A ELISABETTA FARNESE

Il monumento, dedicato alla Regina Elisabetta di Spagna in occasione del suo passaggio a Borgo val di Taro nel 1714, era un tempo situato nella piazza del castello, mentre ora si trova in un giardino pubblico in piazza Duca D’Aosta,  accando a piazza Verdi.Il monumento è costituito da una base rettangolare coronata da due volute, che sorreggono un grande medaglione raffigurante il ritratto di Elisabetta, in marmo bianco.Sulla base, una lapide commemorativa ricorda quell’evento straordinario.

 MUSEO DELLE MURA

Il Museo dell Mura, sede di eventi e mostre oltre che dell’Ufficio Turistico di Borgo val di Taro, è costituito da tre piani, più un locale sotterraneo.L’edificio è indicato, dai primi anni del ‘700, come proprietà dei Marchesi Manara, e poi ancora del Pio Istituto omonimo, mentre ora è proprietà comunale.Dal 1893 l’intero edificio fu sede di un asilo, gestito dalla suore Vincenziane.I lavori di restauro sono terminati nel 1994, e da quel momento il Museo funge da polo culturale e centro di promozione del territorio comunale.

 ARCO BERTUCCI

Della famiglia Bertucci, a cui risale anche il grande palazzo che si trova all’entrata del centro storico, accanto alla salita Nazario Sauto, è da far risalire anche l’imponente arco di piazza Farnese, che riporta l’iscrizione “Doctor Alexander Primo Bertuccius Anno Christi Ortus Posuit Sept. Post Saela Dece”.

Sulla tavola
Sovrano della cucina borgotarese è certamente il fungo porcino, utilizzato per ottimi risotti, come sugo per polenta o tagliatelle, trifolato oppure fritto. In primavera, il prodotto d’eccellenza è il fungo prugnolo, che con il suo profumo intenso rende unici i primi piatti. Tra le specialità si ritrova la Torta d’erbe, una caratteristica torta salata con erbette.
Appuntamenti di rilievo
La Sagra del Fungo Porcino, appuntamento annuale che si svolge durante due fine settimana nel mese di settembre, è un evento gastronomico all'insegna delle tipicità della cucina borgotarese ma anche un appuntamento culturale con eventi che racchiudono la storia, la cultura e l’anima della vallata. Musica, mostre fotografiche e di antiquariato arricchiscono ogni anno il programma della Sagra.



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