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SOLIERA

SOLIERA
Soliera è un comune di circa 15.000 abitanti situato a una decina di km da Modena e da Carpi.
Il nome suggerisce origini contadine e la vocazione prevalentemente agricola del passato. Soliera deriva infatti dal latino “Solarium”, ossia il solaio scoperto dove si lasciava il grano ad essiccare al sole. La posizione particolarmente soleggiata di questo borgo agricolo è simboleggiata anche nello stemma comunale che ripropone un sole dal volto umano sormontato da una corona. Soliera ha quattro frazioni: Appalto, Limidi, Secchia e Sozzigalli.

CASTELLO CAMPORI
Il Castello Campori è il simbolo storico-architettonico di Soliera, a lungo contesa in età tardo medievale e moderna dalle casate degli Estensi signori del ducato di Modena e Ferrara, e dei Pio signori di Carpi. Della presenza di un castello a Soliera se ne ha notizia intorno all’anno 1370, quando gli Este costruirono la prima pianta del castello che la famiglia Pio di Savoia contribuì a fortificare. All’interno del perimetro del castello a metà del quattrocento venne costruita una rocca, una sorta di castello nel castello. Le mura difensive che cingevano al loro interno il borgo e la rocca erano a loro volta circondate da un fossato e la unica via d’accesso era posta a sud, munita di ponte levatoio. Nel 1635 i marchesi Campori, ottenuto il feudo di Soliera, ampliarono l’edificio e fecero costruire il portico antistante il borgo, le sale interne vennero ornate con statue e sontuosi dipinti andati in gran parte perduti. Nel 1976 il castello fu venduto dalla ultima erede dei marchesi Campori alla parrocchia, successivamente, nel 1990 fu acquistato dal Comune di Soliera. Attualmente il castello non è visitabile se non in occasioni di particolari iniziative.


CHIESA DI SAN MICHELE
Ad un chilometro dal castello, si trova la chiesa di San Michele Arcangelo. Esisteva già nel 1106, eretta dai monaci benedettini sulle fondamenta di un’antichissima cappella longobarda dedicata a San Michele. Nella seconda metà del XV secolo fu rifatta. Nel 1828, durante i lavori di restauro della chiesa, casualmente venne rinvenuta sotto l’intonaco, l’immagine della “Madonna delle grazie”, affresco della fine del XV secolo del pittore modenese Fedele Petrazzani, che diede il titolo di santuario alla chiesa. Vi si trova un tabernacolo in legno intagliato e dorato del 1645 opera di Francesco Pescarola di Cremona. Di rilievo anche il paliotto in scagliola colorata di scuola carpigiana nella cappella di sinistra.

CHIESA DI SAN PIETRO IN VINCOLI
A quattro chilometri dal capoluogo, nella frazione di Limidi, si trova la chiesa di San Pietro in Vincoli, eretta nel XII secolo. Se ne trova memoria in un Placito tenuto l’anno 1113 in Bazzovara da Ubaldo de Carpineto, giudice della contessa Matilde. La chiesa fu restaurata nel 1642 e ancora nel 1775, portandola alla forma attuale. Durante i lavori di restauro furono rinvenuti, sotto l’intonaco, alcuni affreschi del XV secolo.

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