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MONTIANO

MONTIANO

Sulle colline romagnole, a 10km da Cesena e 27km da Rimini, ecco Montiano balcone naturale prospiciente la pianura fino al mare, cittadina ricca di sapori ed antiche vestigia. Di origine tarda romana, i primi insediamenti abitativi di Montiano s'inseriscono, presumibilmente, tra le fortificazioni create dai Romani a sud del Rubicone, confine della Gallia Cisalpina. Dovevano essere costituiti da coloro che, dopo il crollo dell'Impero Romano, si sottraevano alle scorrerie dei barbari nascondendosi sulle colline a monte della strada consolare Via Emilia.

Altresì un'antica leggenda colloca le origini dell'abitato in tempi più remoti: schiavi romani impiegati nella costruzione dell'importante arteria viaria nel 187a.C si diedero alla fuga trovando nelle alture circostanti rifugio e libera esistenza.
Prima notizia certa dell'esistenza di Montiano è l'atto con il quale la contessa longobarda Ingeralda e suo figlio Pietro, 895 d.C, donarono il paese all'arcivescovo di Ravenna. 
Conteso dai Cesenati in più occasioni, Montiano fu riconfermato dall'imperatore Ottone IV di Brunswick, dal Papa Onorio III e, più tardi, dall'imperatore Federico II alla Curia ravennate.

Per tutto il XIII ed il XIV secolo, l'invidiabile posizione resero Montiano ed il contiguo castello di Montenovo oggetto di liti fra Cesena, Rimini e Ravenna.
Occupato dai Cesenati nel 1234, nel 1258 fu conquistato dai Riminesi; a queste vicende parteciparono famiglie illustri del luogo fra cui i Pocaterra.

Saccheggiato nel 1355 dalle truppe del forlivese Ludovico degli Ordelaffi, nel 1371 è nuovamente proprietà della Curia di Ravenna come documentato nel censimento del cardinale Anglico di Grimoard.
Papa Paolo II nel 1465 restituisce Montiano ai Cesenati e Sisto IV nel 1476 conferma tale concessione che termina con l'occupazione di Cesena da parte di Cesare Borgia, il Valentino, nell'anno 1500.
Con l'aiuto di Papa Pio V, nel 1566 Montiano è nuovamente proprietà dei Malatesta del ramo di Sogliano.

Giacomo Malatesta, marchese di Roncofreddo e conte di Montiano, dà lustro al feudo tanto che in quel tempo Montiano è censito come " il più bel colle della Romagna essendo il suo territorio pieno d'ulivi, vini, frutti bellissimi a guisa di vasto giardino al centro del quale il feudatario possedeva comodissima abitazione ". 

Estinto il ramo dei Malatesta, Montiano, nel 1639, passa in via dotale agli Spada di Bologna per poi ritornare definitivamente sotto la sfera della Santa Sede fino all'Unità di Italia.

L’Arco degli Spada

Denominato pure Porta Malatesta, a ridosso del lato sinistro delle mura, unico retaggio dell’antico Convento del SS. Crocifisso fondato da Carlo Felice Malatesta nel 1607, l’Arco Spada solca l’antico selciato di Via Frascheria, ancor oggi riconoscibile.

Edificato alla fine del 1500, per volere di Giacomo dei Malatesta di Roncofreddo in concomitanza dell’ampliamento delle mura perimetrali, segnava la Strada verso Sogliano.

Alla sua sommità spicca una lapide a testimonianza del restauro avvenuto nel 1712 per volere di Sigismondo Spada. Punto di partenza per una bella passeggiata al torrente Rigossa, domina la piazza Garibaldi.

Il Centro Culturale

Antica chiesa conventuale oggi sconsacrata, è adibita a centro culturale polivalente. Eretta nel 1613 a fianco del complesso dei Frati Minori Francescani, fu costruita qualche anno dopo il convento, per ospitare in modo più consono l’immagine sacra del SS. Crocifisso, trasportata in loco dalla celletta posta nel fondo Donegato, perché ritenuta miracolosa. Nella chiesa fu sepolta Margherita Thiene, moglie di Carlo Felice Malatesta e il figlio Leonida, ultimo erede dei Malatesta di Roncofreddo. Il Centro ospita gran parte delle proprietà comunali d’arte di Montiano.

La Rocca Malatestiana

A forma di cuore, sovrasta e riempie il piccolo borgo. Dall’esterno le alte mura nascondono l’eleganza dell’interno conferendo al manufatto un’aria poderosa, imponente.

Residenza della famiglia Malatesta per volontà di Carlo Felice, la parte più consistente della costruzione risale al XVI secolo, mentre le prime vestigia sono certamente del IX sec. Le possenti mura testimoniano l’importanza strategica della rocca, antico confine tra Cesena e Rimini lungamente conteso.

All’epoca del suo maggior splendore possedeva eleganti mura merlate, grandi sale finemente dipinte, spaziosi saloni preziosamente affrescati, una chiesa, capaci cantine e un ampio giardino.

Fortemente danneggiata durante l’ultima guerra, in parte abbattuta per evitare ulteriori crolli pericolosi, è stata ricostruita in alcune parti come sede di un asilo privato. Recenti restauri hanno ridonato antico splendore alle mura e ai bastioni che sovrastano l’antica Piazza Maggiore, recuperata nel 2004 secondo l’originario disegno storico e architettonico, utilizzando materiali tipici del territorio. Sulla medesima piazza si affacciano:

  •  il Palazzo Comunale, antico edificio ristrutturato nel periodo dell’Unità d’Italia;

  •  la Torre Civica, costruita nell’anno 1872 e dedicata a Re Vittorio Emanuele II, come riporta una lapide datata 1878;

  •  lo Stallone, antica scuderia della famiglia Malatesta, edificata nel XVI secolo e ristrutturata nel 2003.

    Dalla sommità della Rocca lo sguardo spazia sulla pianura sottostante fino al mare.




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