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Borgo SAN LEO

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Il paese si trova su uno sperone di roccia della Valmarecchia da cui si possono osservare San Marino e il Marecchia.

l toponimo latino del luogo, Mons Feretri, viene fatto derivare secondo alcuni studiosi, da un tempio dedicato a Giove Feretrio, mentre altri ipotizzano una origine umbra a testimonianza che il masso era già frequentato in epoca preromana[3].

 

Procopio di Cesarea nella cronaca della Guerra Gotica del VI secolo, indica l’abitato di San Leo come castrum Monteferetron.

 

Del periodo romano rimangono sporadici reperti, riutilizzati nelle costruzioni medievali e che non danno l’idea di quale fosse la dimensione e la tipologia dell’antico insediamento.

 

Molti storici lo identificano come un antico centro sacro fin dalle origini, anche grazie alla sua particolare conformazione morfologica.

 

A partire dal IX-X secolo l’abitato acquisisce il nome dall’eremita Leo (proclamato poi santo), un dalmata compagno di san Marino, mentre il toponimo rimane alla diocesi di Montefeltro (sec. IX), da allora utilizzato per indicare tutto il territorio sotto la giurisdizione del vescovo. Da allora, San Leo è stata a lungo capitale storica della “regione” del Montefeltro.

 

Nel primitivo abitato altomedioevale, tra il 961 e il 963, fu stretto in assedio Berengario II, ultimo re del regno Longobardo d’Italia da Ottone I di Sassonia.[4] Il centro fu dominio dei conti di Montecopiolo, dei Da Montefeltro (dall’antico nome di San Leo), dei Malatesta, dei Medici, conteso con i Della Rovere, fino al passaggio sotto lo stato pontificio nel 1631.

 

Fu luogo di passaggio di San Francesco nel 1213, di Dante nel 1306, prigione di Felice Orsini e di Cagliostro.

 

Nell’Italia unita il comune di San Leo è appartenuto alle Marche (provincia di Pesaro e Urbino) fino al 15 agosto 2009, quando ne è stato distaccato congiuntamente ad altri sei comuni dell’Alta Valmarecchia in attuazione dell’esito di un referendum svolto il 17 e 18 dicembre 2006. Contro la variazione territoriale la Regione Marche ha proposto ricorso alla Corte costituzionale, ma questa lo ha ritenuto infondato.

 

Monumenti e luoghi d’interesse[modifica 

Il duomo di San Leo in stile romanico, riedificato attorno al 1173da maestri lombardi.

La pieve di Santa Maria Assunta

Il forte di San Leo

La torre campanaria, costruita sulla cima rocciosa del “monte della guardia”, la seconda sommità del Masso di San Leo, inglobando alla base una costruzione a pianta circolare più antica. Originariamente la torre, oggi isolata, era parte della cittadella vescovile di Montefeltro, distrutta dai Malatesta a metà secolo XIV.

Il palazzo mediceo, costruito fra il 1517 e 1523 per il governatore della repubblica fiorentina, il giglio, stemma di Firenze, è scolpito sulla facciata, con la data 1521. Pure presente lo stemma di papa Giulio II della famiglia Della Rovere che, a cavallo dei secoli XVI e XVII, ampliarono il palazzo costruendovi una sala teatrale. Il palazzo nel secolo XXI contiene un museo d’arte sacra.

Il Convento di sant’Igne del secolo XIII, edificato al di fuori dell’abitato, nel periodo francescano, conserva nella chiesa un frammento dell’olmo sotto il quale predicò san Francesco durante la sua visita a San Leo (san Francesco e l’olmo sono raffigurati nello stemma comunale). La chiesa contiene inoltre un affresco di Madonna in trono con Bambino e Santi databile al 1535. Nel complesso religioso si annovera un chiostro e una sala capitolare del convento con due finestre monofore trilobate in stile gotico.

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Dal 01/01/2021 al 30/06/2021

Prodotto Tipico: BORGO



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