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Borgo di Mel

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Il castello di Zumelle fu costruito a guardia del passo, durante le lotte tra Ostrogoti e Bizantini, simmetrico a quello che sorgeva a Castelvint: in quest’ultimo nel 1937 fu ritrovata la bellissima patera d’argento (V-VI secolo) conservata presso il Museo Archeologico Nazionale di Venezia. Dal 568 al 1196 (anno della sua distruzione) il castello di Zumelle fu oggetto di disputa tra i vescovi e le diocesi in cui si sarebbe smembrato, tra IX e X secolo, il ducato longobardo. Nel XII secolo il castello raggiunse la massima espansione: aveva quattro cinte murarie, due fossati e quattro torri. Il maniero attuale è ciò che resta della ricostruzione effettuata da Rizzardo da Camino nel 1311. Nel periodo veneziano fu restaurato da Giorgio Zorzi. Passò poi alla famiglia Gritti che ai primi dell’Ottocento lo vendette al Comune di Mel.

Dell’epoca dei tre secoli di dominio della Serenissima Repubblica di Venezia, sono i nobili palazzi che impreziosiscono il centro storico di Mel. Prima di arrivare all’altura su cui sorge il borgo, si nota la secentesca villa Luzzati con i suoi camini posti agli angoli. Imboccando la salita in direzione del centro urbano, lasciando sulla destra il tempietto Fulcis – opera del 1836 di Giuseppe Segusini – si incontrano villa Granelli e, più avanti, villa Migliorini (oggi Tonon) che con la sua ampia facciata e i camini slanciati richiama la struttura della villa veneziana del Cinquecento.

Attraverso una via stretta si sbuca nella piazza principale, uno spazio trapezoidale che appare come una quinta scenografica dove edifici di epoche diverse armonizzano alla perfezione. Tra questi, il cinquecentesco palazzo Zorzi ospita il Municipio, affrescato nel salone del primo piano da Marco da Mel con episodi dell’Orlando Furioso (1545). Di fronte, la secentesca villa Fulcis con l’attiguo palazzo Fulcis del secolo successivo, circondato dal suo parco.

All’angolo nord-ovest della piazza, il secentesco palazzo delle Contesse ospita il Museo Archeologico. Accanto, palazzo Barbuio è il più antico di tutti, poiché il corpo centrale risale al XIV secolo. La piazza è chiusa a nord dalla mole della settecentesca chiesa parrocchiale, bell’esempio di tradizione palladiana. Si notano all’interno le opere di Girolamo Denti (XVI secolo), Giovanni da Mel (1531), Cesare Vecellio (1580-90) e di un notevole pittore locale, Luigi Cima (1860-1944). Vicino sorge la più antica chiesa di Mel, dedicata all’Addolorata, di origine tardo-quattrocentesca. Lesionata da un fulmine nel 1756, fu ricostruita ma conserva una Pietà (Vesperbild) coeva alla sua fondazione e opere di Giovanni da Mel e dello Schiavone. Uscendo dalla piazza si scorge palazzo Pivetta del XVII secolo, sotto il cui arco passava l’antica via Karèra.

Ogni frazione di Mel ha la sua chiesetta. Affreschi del XV e XVI secolo, altari cinquecenteschi in pietra o altari lignei del Seicento, pale dipinte, sono le scoperte che si possono fare. Da vedere a Farra la chiesa di San Teonisto (inizio Cinquecento) dove Giovanni da Mel ha dipinto un’Ultima Cena. E nei pressi del castello di Zumelle la chiesetta di San Donato, di origine longobarda.

Il pezzo forte del Museo Archeologico che espone i corredi tombali della necropoli paleoveneta è una fibula a forma di felino di fattura celtica. Nella necropoli le tombe a cassetta sono contenute in sette recinti funerari in pietra.

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Dal 12/02/2021 al 30/06/2021

Prodotto Tipico: borgo



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