Torna alla ricerca delle sagre!

Borgo di SONCINO

PT13TQ==/PT1nTTBBek0=_cosavedereasoncino.jpg

L’imponenza delle mura colpisce il visitatore appena arrivato a Soncino. Già in un disegno del 1440 conservato a Treviso, il borgo appare chiaramente individuato come ben difeso dalle mura e dalla rocca, al centro della pianura lombarda e sulla destra del fiume Oglio. Rinserrando da ogni lato chiese, case e palazzi, le mura costituiscono dunque la principale caratteristica di Soncino, anche perché ne hanno preservato l’antico impianto urbanistico. Costruite nella seconda metà del XV secolo, si possono meglio apprezzare percorrendone il circuito esterno: la struttura fortificata si erge alta sul piano della campagna e si sviluppa per due km. L’attuale stato di conservazione permette di osservare la tecnica costruttiva, con l’ordinata tessitura dei mattoni, la serie regolare di torrioni e bastioni e le tre porte (a Sera, a Mattina e di Sotto).
La rocca fu costruita in un solo anno, il 1473. L’originale torre cilindrica di sud-ovest deve la particolare struttura al riutilizzo di un preesistente torrione della cinta muraria. Con l’infeudazione di Soncino agli Stampa (1536), la rocca fu adattata a residenza della famiglia marchionale con la chiusura degli spalti per ricavarne stanze e la torre di sud-est trasformata in cappella privata. Il marchese Ermete I vi aggiunse il rivellino (1545), rivolto però non alla campagna, ma verso il borgo, perché i suoi nemici più temuti erano proprio i sudditi soncinesi. Un cunicolo collegava la rocca alla chiesa di Santa Maria delle Grazie. L’ultimo Stampa lasciò al Comune di Soncino l’antica fortezza ridotta a rudere (1876) e l’architetto Luca Beltrami la restaurò sulla base della documentazione d’archivio (1886-1895). II ponte di soccorso sulla campagna fu realizzato nel 1912 e il ponte levatoio nel 1957. Lasciata la rocca, si prosegue lungo il fossato orientale fino a raggiungere lo spalto delle mura. Questa parte del borgo è ora occupata dal fabbricato dell’ex filanda Meroni, che presenta i caratteri eclettici dell’architettura tardo-ottocentesca (è del 1898) con la sua alta ciminiera in cotto incombente sulle mura. Giunti a Porta San Giuseppe, entriamo nel borgo da Contrada Grande, la strada principale. Sul lato orientale s’incontra il palazzo Azzanelli (seconda metà del XV secolo) costruito da una famiglia di mercanti arricchitasi con il commercio dei pannilana: da notare la ricchezza dei fregi che ornano le finestre ogivali. Poco oltre, dall’altro lato della strada, il palazzo Zardina-Cropello è la ristrutturazione tardo-settecentesca dell’antico Ospedale dei pellegrini. Una breve deviazione lungo via delle Orfanelle porta al mulino di Sant’Angelo, mentre proseguendo sullo stesso lato s’incontra il palazzo Bobbio-Tonsi, l’unico ad aver conservato l’originaria struttura del portico con quattro archi ogivali. Quasi di fronte sorge il palazzo Barbò-Cropello. La parte terminale della strada, prima di sfociare sulla piazza, conserva ancora i portici sotto cui si aprivano le botteghe. Una breve deviazione in via De Baris porta alla deliziosa corte quattrocentesca “Ai cinque frati”. Alla fine della strada, la chiesa di San Giacomo, edificata nel XIV secolo al posto di un antico ospizio per i pellegrini. L’elegante chiostro risale al 1456. La chiesa raggiunse l’aspetto attuale tra la fine del Cinquecento e il 1630. La facciata fu riadattata al gusto seicentesco e anche l’interno si presenta in forma barocca. Tra le tante opere d’arte che contiene, segnaliamo il Compianto sul Cristo morto di Agostino de’ Fondulis (XV secolo), il coro ligneo (1508) e le due vetrate del coro con l’Annunciazione (1495). Su tutto il complesso svetta il trecentesco campanile eptagonale. Usciti dalla chiesa si arriva alla piazza del borgo. Sorgono qui i palazzi comunali. Da sinistra si osservano la torre civica (1128), la facciata ottocentesca del palazzo del Podestà eretto nel XIII secolo e il rimaneggiato palazzo Nuovo (XV secolo); da notare la torre delle ore con gli automi, i “Matei”, aggiunti nel 1506 sotto il governo veneziano. L’ultimo percorso all’interno della cinta muraria tocca alcuni dei monumenti più rilevanti del borgo, quali la pieve e la Casa degli stampatori ebrei. Di origini antichissime (VI-VII secolo), la pieve di Santa Maria Assunta è il risultato di numerose trasformazioni dalla fase romanica alla riforma tardo-cinquecentesca, sulla quale si sono poi stratificati elementi barocchi, neoclassici e neogotici; del 1930 l’ultimo restauro; bellissimo il dipinto del pittore fiammingo secentesco Matthias Stom. Lasciata la pieve, si imbocca la via Lanfranco che conduce al centro del quartiere abitato dagli ebrei, dove è sopravvissuta la casa degli Stampatori che raccoglie le memorie dell’antica stamperia ebraica e conserva la prima edizione completa della Bibbia (1488). Fuori del borgo, sorge la chiesa di Santa Maria delle Grazie. Iniziata (forse) nel 1492 e consacrata nel 1528, grazie al mecenatismo degli Sforza, che l’hanno voluta, e degli Stampa, racchiude molti tesori d’arte. Grande valore storico ha, per esempio, l’affresco dell’Assunzione della Vergine di Giulio Campi, la prima manifestazione manierista di uno dei più grandi pittori del Cinquecento lombardo, influenzato da Giulio Romano.


Aggiungi questo evento al tuo calendario!

aggiungi a google calendar Scarica file ics per aggiungerlo al tuo calendario

Condivi questa sagra ai tuoi amici!

Dal 12/02/2021 al 30/06/2021

Prodotto Tipico: borgo



Copyrights © 2018 Sagre & Borghi
Sagre & Borghi è un marchio di proprietà di Box Service Edizioni e dwb s.r.l.

Box Service S.a.s. - Via Canaletto 109/B 41030 SAN PROSPERO sul Secchia (MO) - P.I & CF 01819040369
dwb s.r.l. – Via Matteotti 7/1 – Finale Emilia (MO) – Email: info@dwb.it Tel: +39 0535760305 – P.iva: IT02067651204 – Capitale Sociale €10.000 iv
Questo Sito utilizza cookie. Cliccando su ACCETTO o chiudendo il banner, acconsenti all’utilizzo di cookie. Per maggiori informazioni Leggi di più    ACCETTO