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Borgo di Castiglione di Garfagnana

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I nomi gentili dei due torrioni della Brunella, nella cinta muraria, e della Campanella, nella rocca, non devono far dimenticare che questo fu il castello più importante della Repubblica di Lucca a difesa del confine con il ducato di Modena, sull’importante via che da qui valicava l’Appennino verso le “terre di Lombardia”.

La cerchia di mura e torrioni che ancora oggi compatta il borgo dentro il suo felice isolamento, è quella costruita dai lucchesi nel 1371. Il robusto profilo della cortina muraria si apre al centro sulla “piazzola”, dove la porta del ponte levatoio ha due torrioni che le fanno da guardia, quello dell’Orologio, ricostruito, insieme alla torre, dopo il crollo del 1920, e quello del Fattori, che mantiene ancora intatte le caditoie. La visione d’insieme, con lo skyline dei torrioni, della torre e della rocca, è quella di una città murata, attorniata dai terreni terrazzati con campi e vigne, e subito oltre dai castagneti e dai boschi della verde Garfagnana.

Basta scendere per poche centinaia di metri lungo l’antica via dei Molini, per trovarsi nell’ambiente ancora integro del fiume Esarulo, scavalcato da un ponte medievale a schiena d’asino del XIV secolo.

Si entra nel centro storico dalla Porta del ponte levatoio, che immette nella piazza del Castello. Qui si trovano il rinascimentale palazzo del Parlamento (1509), sede del Vicario e oggi del Municipio, con il pozzo e con l’antica fontana del Pilon inserita nella facciata, e alla sua destra il palazzo Nobili.

Sull’attuale via Roma si affacciano gli antichi palazzi delle famiglie notabili di Castiglione. Subito l’occhio è catturato dalla chiesa di San Michele, consacrata nel 1403, con la sua facciata tardogotica realizzata in pietra grigia, marmo rosso e marmo bianco. L’interno, originariamente romanico, ha subito rifacimenti settecenteschi che l’hanno totalmente trasformato. L’opera più importante che vi è conservata è la Madonna col Bambino di Giuliano di Simone di Lucca, dipinta nel 1389 a tempera su tavola, preziosa testimonianza della pittura lucchese del Trecento. Della scuola di Matteo Civitali è il ciborio di marmo di Carrara contenente gli “oli santi”: in esso si riprendono motivi decorativi classici greci e romani che, a partire dall’Ottocento, resero famoso lo scultore lucchese (1436-1501) nelle scuole d’arte d’Europa. Da vedere anche il Crocefisso ligneo trecentesco e la statua in legno della Madonna col Bambino, da poco restaurati.

Consacrata nel 1197 dal vescovo di Lucca, la chiesa di San Pietro è costruita a ridosso della rocca che la sovrasta. Un’ancona dorata ospita le tre statue lignee dei Santi Pietro e Paolo con al centro la statua della Beata Vergine del Carmelo (1515), opera di Vincenzo Civitali, fratello del più famoso Matteo. La chiesa custodisce anche l’altare maggiore decorato in legno dorato da Masseo Civitali, figlio di Vincenzo, e un secentesco paliotto in scagliola di Carlo Gibertoni, a decorazione dell’altare della Madonna dei sette dolori. All’esterno, da notare il campanile che si appoggia sul torrione.

La rocca è una struttura imponente con tre torrioni, il più grande dei quali è il mastio. Dai torrioni si apre una visione panoramica di tutta la conca della Garfagnana con la cornice, a ovest, del massiccio delle Alpi Apuane.

 

In inverno è possibile gustare nei ristoranti di Castiglione il piatto forse più tipico: la polenta di castagne accompagnata con ossi di maiale bolliti. Per il resto, funghi, castagne e tartufi sono la base della gastronomia locale. I necci (focacce di farina di castagne) accompagnano al meglio formaggi freschi e ricotta.

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Dal 12/02/2021 al 30/06/2021

Prodotto Tipico: borgo



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