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Borgo di Anghiari

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Anghiari è uno splendido borgo medievale che domina la verde valle dell’alto Tevere.
Questo angolo di Toscana ha visto il passaggio nel 1164 di Thomas Becket: l’Arcivescovo di Canterbury ottenne dagli allora signori di Anghiari le carbonaie del Castello dove gli Spedalieri di Sant’Antonio, suoi accompagnatori, costruirono un oratorio. Su di esso fu poi edificata (sec. XIII-XIV) la chiesa di Sant’Agostino, ampliata nel 1464 in seguito al crollo del campanile.

Di origine ancora più antica, forse rupestre, è la chiesa della Badia, il primo luogo di culto nel borgo (sec. XI). La delicata immagine tardotrecentesca del Crocifisso in legno dell’altare maggiore attira l’attenzione per due particolari: il perizoma del Cristo con la bella decorazione dipinta sullo sfondo e i capelli, veri, un tempo abbondanti e oggi tagliati per devozione.

Nella chiesa di Santa Maria delle Grazie, costruita tra 1628 e 1740 e restaurata più volte esternamente, si trova dietro l’altare la Madonna delle Grazie, terracotta invetriata della bottega di Andrea della Robbia.

L’imponente rocca costituiva il nucleo fortificato attorno a cui si sviluppò Anghiari.
Il Cassero fu luogo di difesa e monastero camaldolese, chiamato per questo Conventone. Insieme all’antico Cassero, la torre dell’orologio, detta il Campano, è un elemento emergente del paesaggio urbano di Anghiari. Terminata nel 1323, fu distrutta nel 1502 e ricostruita un secolo dopo, quando, per l’occasione, vi fu sistemato l’orologio. L’ultimo restauro è della prima metà dell’Ottocento.

Al centro del nucleo antico del paese, il palazzo Pretorio mostra nella facciata i segni della struttura originaria, con finestre ad arco a tutto sesto, un grande affresco situato sotto una loggia e stemmi in terracotta e pietra. Il palazzo era parte della Rocca e fu residenza dei podestà e dei vicari della Repubblica Fiorentina fin dal 1386.

Palazzo Taglieschi è subito riconoscibile per l’articolata facciata: infatti, pur essendo una costruzione rinascimentale, nasce dall’unione armonica di case-torri preesistenti. Di fronte vi è il palazzo del Marzocco, edificio del XV secolo che apparteneva alla nobile famiglia degli Angelieri e oggi, dopo il restauro, è sede del Museo delle Memorie e del Paesaggio.

L’antica via di ronda era il tracciato viario situato nella parte settentrionale delle mura. Dal 1444 questo tratto di cinta muraria ha subito numerosi interventi di ricostruzione al fine di rendere il borgo inespugnabile in caso d’attacco con artiglierie. Con l’innalzamento delle mura (contemporaneo alla costruzione delle porte di Sant’Angelo e di Santa Martino, tra il 1181 e il 1204) furono inglobate le merlature medievali ancora visibili in alcuni tratti.

Gli interventi d’ampliamento della chiesa di Sant’Agostino culminarono nel 1463 con la singolare costruzione del torrione a pianta semicircolare.

 

Sono i “bringoli” il classico piatto anghiarese: spaghettoni di sola acqua e farina fatti a mano dalle massaie del paese e conditi con sugo di funghi porcini raccolti nei boschi della Val Tiberina oppure con sugo di carne “chianina”.

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Dal 12/02/2021 al 31/05/2021

Prodotto Tipico: borgo



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