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Borgo di Montefiore Conca

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La rocca Malatestiana, “grattacielo medievale che cerca la luce” – secondo la bella definizione di Ugo Amati – è il più potente simbolo del potere malatestiano in tutta la Valconca. Fu il Guastafamiglia ad ampliarla e ad adibirla, intorno al 1337, a sua fissa dimora. La forma attuale, pur con le modifiche apportate nel XV e XVI secolo, non si discosta molto nella planimetria da quella originaria. L’edificio era spazioso e pienamente in grado di soddisfare il gusto e le esigenze culturali dei Malatesta. Il 13 dicembre 1347 vi furono ospitati il re di Ungheria con tutto il suo seguito e i notabili della città di Rimini. Pandolfo Malatesta si adoperò per rendere la Rocca più bella e accogliente ma fu sotto il dominio di Sigismondo, signore illuminato e amante delle arti, che essa raggiunse il massimo splendore. In questo periodo la Rocca ricevette la definitiva sistemazione: baluardo imprendibile e dimora gentilizia, dove il signore rigenerava nell’ozio e nelle battute di caccia le forze spese nelle continue guerre. Ma a Sigismondo Malatesta, personaggio poliedrico che condusse una vita ricca di avventure alla ricerca della conoscenza e del potere, la troppa audacia valse la scomunica: il 12 febbraio 1463 una bolla di Papa Pio II ordinava a sudditi e vassalli di interrompere ogni relazione con lui. Sconfitto già un anno prima nell’assedio di Senigallia, Sigismondo vide ridursi i suoi possedimenti alla sola Rimini. Nello stesso anno la Rocca venne espugnata per conto della Santa Sede dal più irriducibile avversario dei Malatesta, il duca di Urbino.
Da allora cominciò la decadenza. Interventi di restauro, ormai quasi ultimati, mirano al recupero totale dell’edificio, degno di essere annoverato tra le opere architettoniche più importanti del patrimonio culturale italiano.
Oltre alla meraviglia della Rocca, nel borgo vi sono altri luoghi da visitare. La chiesa parrocchiale di San Paolo, di origine trecentesca, ha un bel portale gotico con Agnello mistico e conserva all’interno un crocifisso in legno di scuola riminese, una Madonna con Bambino e angelo di Bernardino Dolci (XV secolo) e la pala della Madonna della Misericordia di Luzio Dolci (XVI secolo). La piccola chiesa dell’Ospedale, iniziata nel 1461, contiene un bel ciclo di affreschi attribuiti a Bernardino Dolci (1485 ca.), un crocifisso ligneo e i simboli della Passione usati nella Processione del Venerdì Santo.
Il santuario della Madonna di Bonora, immerso nel verde appena fuori del borgo, è uno dei luoghi di culto più importanti del Riminese: vi si venera l’immagine della Madonna che allatta, risalente al XV secolo, alla quale tanti fedeli portano in dono ex voto per le grazie ricevute.

 

Rocca Malatestiana,
tel. 0541 980035: ospita eventi culturali, mostre di arti visive, fotografia, incisione organizzate dalle Accademie di Belle Arti o da critici di fama internazionale. Il panorama che si gode dal terrazzo in cima alla fortezza è emozionante: nei giorni limpidi lo sguardo spazia sino alla costa croata.

 

I passatelli, cotti nel brodo di carne, e naturalmente le caldarroste di Montefiore accompagnate da vino novello.



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Dal 30/10/2020 al 31/12/2020

Prodotto Tipico: borgo



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