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Carnevale di Fano 2020

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  “Non coriandoli, gesso o nastri filanti, ma dolciumi: cioccolate, chicche, confetti, caramelle. Tonnellate e tonnellate di dolci: cofanetti, scatole, tavolette di fondenti, paste, goloserie, gianduie, croccanti, torrone, cremini. Ogni carro è dotato di un rigurgito sopra i dieci quintali. (…) Anche questo in crescendo, dall’omaggio al lancio, man mano che il disinteresse, la cordialità, la liberalità, la larghezza prendono calore; dalla cortesia, alla tempesta, alla furia, in una ressa, in un turbine, una grandinata, un ciclone: dal bacio condito alla ferita lacero contusa. Una mia amica … si estrasse dalla calca così compromessa che dovette sposarsi dopo pochi giorni. Uno solo, si dice, un eroe, un temerario senza né maschera né elmetto, riuscì (ma sarà proprio vero?) a risalire controcorrente la umana fiumana e raggiungere un posto di ristoro, perdendo appena un paio di calzoni e una scarpa. Certo è che chi torna, parla come un superstite, un reduce.”

(Fabio Tombari)

 

 El Vulón

Dal 1951 la maschera tipica del Carnevale di Fano, detta comunemente “El Pup”, è “El Vulon”.

In quell’anno fu ideata dal pittore e dirigente della Società Carnevalesca Rino Fucci che si ispirò ad un personaggio già creato probabilmente da secoli dalla fantasia popolare. Si tratta di una maschera che rappresenta sotto forma di caricatura i personaggi più in vista del momento sia livello locale che nazionale e internazionale; sulla sua nascita non esistono certezze; una delle ipotesi più accreditate è stata di recente riportata da un periodico locale.

 

Nous voulons … El Vulon

Di Giuditta Giardini

… C’erano  una volta (1805-1814) i francesi in Italia che razziavano opere d’arte e imponevano leggi (Code Napoleon) di cui ancora oggi portiamo traccia. Una delle figure più invise al popolo italiano era, si capisce, il banditore di editti, simpatico come Equitalia alla porta, che arrivava, con quel grandeur d’oltralpe, nel centro delle piazza per declamare leggi e decreti appena emanati.

L’Assemblée Nationale a décrété, et nous VOULONS et nous ordonnons ce qui suit (deux points e vai con la tassa). Spremuti di ogni centesimo, l’unica cosa che restava ai nostri antenati era l’ironia e cominciarono così a farsi beffe de el Vulòn di turno.

Più tardi il nome passò a designare ogni personaggio che ostentasse manie di grandezze alla francese, come i ricconi di città. Infine nel 1951, el Vulon venne identificato ne el Pup, simbolo del Carnevale, che, come capro espiatorio, ogni martedì grasso viene arso in quella stessa piazza in cui aveva annunciato leggi e decreti

Da: Il Giornale del Metauro, n. 125 – Gennaio 2015

 

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Dal 09/02/2020 al 23/02/2020

Prodotto Tipico: carnevale



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