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Borgo di S. Giorgio di Valpolicella

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La Pieve di San Giorgio di Valpolicella. Al centro del castrum, la chiesa (pieve barbarico-romanica), risale al VII-VIII secolo, il che ne fa uno dei luoghi di culto, tuttora utilizzati, più antichi di tutto il territorio Veronese. Almeno in parte, l’edificio, composto da tre navate e due absidi contrapposte, è stato ricostruito agli inizi del XII sec. come evidenziano le strutture romaniche della parte orientale e del campanile. Dotata di chiostro, sala capitolare e campanile, la chiesa fu costruita su resti di precedenti edifici molto antichi; il Cristianesimo si andò diffondendo lentamente anche in Valpolicella e i luoghi di culto pagano vennero spesso sostituiti o inglobati nelle chiese. Attraverso una piccola porta aperta nella fiancata meridionale della chiesa si esce nel chiostro, edificato accanto alle case del clero; un piccolo gioiello architettonico che si illumina di rosso al tramonto. Dal chiostro si accede alla sala capitolare ora utilizzata come cappella invernale.

L’area archeologica. Dal chiostro della Pieve si accede all’area archeologica sul retro dell’abside orientale; qui sono visitabili i ritrovamenti di alcuni edifici dell’età del Ferro. Uno di questi è affiancato da una cisterna per la raccolta dell’acqua che serviva nella lavorazione dei metalli.

Il Museo-Antiquarium. A fianco della chiesa, sulla piazza del borgo, si trova l’ingresso dell’antiquarium, che raccoglie tutti i reperti della preistoria, dell’età del bronzo e del ferro e dell’età romana trovati nel paese e nei suoi dintorni. Ha una sala dedicata ai fossili custoditi negli strati della pietra sedimentaria su cui San Giorgio stesso sorge.

La via Crucis dei Lapicidi. Accanto al Cimitero, gli allievi della Scuola d’Arte (l’unica scuola d’arte italiana di proprietà comunale) hanno scolpito una via crucis speciale. Le 14 stazioni sono rappresentate da libri aperti in pietra: da un lato è scolpita la passione di Cristo, dall’altro la passione degli scalpellini e dei marmisti del Comune che hanno dovuto emigrare in cerca di lavoro.

Le Marogne. Elemento caratteristico della collina veronese, in particolare in Valpolicella, sono i terrazzamenti realizzati con muretti a secco, detti marogne. Si tratta di un’onerosa operazione di rimodellamento delle pendici dei monti favorita dall’abbondanza di mano d’opera e dalla disponibilità locale di materiale, che aveva il vantaggio i preservare il terreno dall’erosione delle acque.

Le Cave. Nei dintorni di San Giorgio ci sono numerose cave di marmo e di pietra. Si tratta in genere di marmo Rosso Verona detto di S.Ambrogio. L’escavazione procedeva in gallerie che venivano puntellate, man mano che si procedeva verso l’interno, con delle grosse colonne di pietra. A fianco a questo tipo di escavazione c’erano le cave descuerte (cave a cielo aperto) tutt’ora visibili e visitabili anche se in disuso. Ora le cave abbandonate costituiscono uno scenario magico, ricco di storia e vicende delle persone e del territorio.

 

Nel rispetto della stagionalità e ispirati alla tradizione, i piatti che il Borgo offre sono molteplici e variegati: – minestra di fàe (fave) (in autunno) – paparele e fiagadini (tagliatelle in brodo con i fegatini) – pasta e fasoi (pasta e fagioli) – bigoli con le sardele (sarde) – coniglio in umido – lepre in salmì – brasato all’Amarone – tortel con l’erba amara (frittata alle erbe) – soppressa veronese (salame con l’aglio) – formaggio Monte Veronese della Lessinia – tartufo nero – pissota con l’oio o sulla gradela (focaccia dolce) – brassadele (ciambelle dolci) e nadalin (dolce alle mandorle) – sosole e fritole (dolci di carnevale)

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Dal 12/02/2021 al 30/06/2021

Prodotto Tipico: borgo



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